Non è un caso che Openpolis abbia titolato il proprio dossier dedicato alle donne in politica e nelle aziende “Trova l’intrusa”. Se è vero che le donne hanno conquistato circa il 30% dei seggi in istituzioni come il Parlamento italiano e quello europeo, una presenza ancora maggiore in alcune amministrazioni locali e per la prima volta il 30% di incarichi nei cda delle aziende quotate in borsa (grazie alla legge 120/2011), è anche vero che questo terzo (o quasi) sul totale ha un peso relativamente basso. Le donne nelle istituzioni sono aumentate, ma sono ancora poche quelle che ricoprono poltrone davvero importanti.

Per i Comuni con una popolazione superiore ai 3 mila abitanti la legge Delrio prescrive che “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”.

A presiedere una Regione in tutta Italia sono solo due donne: Debora Serracchiani (Pd) in Friuli-Venezia Giulia e Catiuscia Marini (Pd) in Umbria. Prendendo in considerazione i 67 capoluoghi di provincia andati al voto dopo l’entrata in vigore della legge Delrio, sono state elette 9 sindache.

Guardiamo alla nostra regione. In Liguria 2 assessori su 7 sono donne (Sonia Viale alla Sanità e Sociale e Ilaria Cavo all’Istruzione e politiche giovanili). Si tratta del 28,57% della giunta: secondo la definizione del consiglio d’Europa, per una presenza equilibrata di uomini e donne negli organi decisionali non bisogna scendere sotto la soglia del 40% di uno dei due sessi. Il parametro viene rispettato solo in otto regioni (e solo grazie al fatto di escludere il presidente dal totale dei componenti): con percentuali che oscillano tra il 40% e il 50% si tratta di Emilia Romagna, Marche, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Lazio, Sardegna. In Campania un disequilibrio di genere, ma all’opposto: il 66,67% di assessori regionali sono donne. In Molise la presenza femminile nella giunta è azzerata.

Nelle giunte, le donne restano generalmente lontano dai budget più consistenti: bilancio (dove sono appena il 15%), urbanistica, infrastrutture e trasporti (24%) e sanità (25%). In questo caso la Liguria rappresenta un’eccezione, con Sonia Viale alla gestione della materia sanitaria, il budget più consistente in Regione.

Per quello che riguarda i consigli regionali, nessuna Regione italiana arriva al 40% di donne. Il risultato migliore spetta all’Emilia Romagna, che arriva a un 32% di consigliere. La Liguria, con un 16,13%, è 13esima. In Basilicata nessuna presenza femminile in consiglio regionale.

I Comuni: per misurare gli effetti della legge Delrio, Openpolis prende in considerazione i 67 capoluoghi di provincia andati al voto dopo la sua entrata in vigore. In 41 di questi Comuni si può dire che il peso di uomini e donne sia bilanciato, poiché le donne in giunta sono tra il 40 e il 60% dei componenti. Rientra in questa percentuale Savona, che, tra l’altro, è guidata da Ilaria Caprioglio, con tre donne assessori su otto: Ileana Romagnoli (Commercio e sviluppo economico), Cristina Bellingeri (Sanità e sociale) e Barbara Marozzi (Politiche giovanili e pari opportunità). In altre 11 città la presenza di uomini e donne in giunta risulta squilibrata.

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