Liguria, Istat: cala la mortalità (ma anche le nascite)

La regione è ancora attrattiva per stranieri e trasferimenti da altre regioni, continua ad aumentare l'aspettativa di vita

La Liguria è una delle regioni in cui la popolazione è diminuita di più in termini percentuali: -4,4%. Fanno peggio solo Sicilia (-4,5%), Molise (-5,4%), Valle d’Aosta e Basilicata (-5,7%). La media italiana è di -1,4%.

Andando nel dettaglio delle componenti del bilancio demografico, la Liguria ha un saldo naturale (la differenza tra nascite e morti) negativo di -10.700 persone, un saldo migratorio estero positivo: 5.400 persone. Il saldo migratorio interno è di 800 persone, mentre il saldo migratorio per altri motivi (legato a operazioni di correzione post-censuaria, magari ricomparsi dopo essere stati dichiarati irreperibili, o non censiti ma effettivamente residenti, o cancellati in quanto risultati non più residenti dopo un accertamento anagrafico) è 2.400 persone in meno.

Si è passati così dai 1.571.100 al primo gennaio ai 1.564.200 residenti del 31 dicembre 2016.

Cala la mortalità

In Liguria, rispetto al 2015, è calata la mortalità più che in ogni altra regione: -1,1 per mille. Sulla base del tasso generico, le regioni a più forte mortalità sono quelle con una popolazione strutturalmente più vecchia, ossia appunto la Liguria su tutte (13,2 per mille), seguita da Friuli-Venezia Giulia (11,6), Piemonte (11,4) e tutte le regioni dell’Appennino Centrale compreso il Molise (11,4).

Per confrontare meglio occorre però neutralizzare il fattore età. L’analisi dei tassi standardizzati di mortalità offre una chiave di lettura diametralmente opposta: la mortalità è più alta nel Mezzogiorno (8,7 per mille il valore del tasso standardizzato) e più contenuta nel Centro-Nord (7,9 per mille). La Campania, una delle regioni col più basso rapporto generico decessi su abitanti (8,9 per mille), risulta essere la regione col più alto rischio di morte (9,5 per mille) nel momento in cui è analizzata a parità di condizioni strutturali col resto del Paese. La Liguria è passata da 8,8 per mille nel 2015 a 8 nel 2016.

La Liguria è anche la patria degli ultracentenari, se si fa la divisione procapite: 50 ogni 100 mila abitanti, seguita da Molise (43) e Friuli-Venezia Giulia (39).

La speranza di vita alla nascita aumenta per gli uomini a 80,5 anni e per le donne a 85,1.

In totale in Liguria l’11,5% della popolazione ha da 0 a 14 anni, il 60,3% da 15 a 64 anni e il 28,2% oltre 65 anni. Facendo impennare ancora di più quegli indici (dipendenza strutturale, dipendenza degli anziani, di vecchiaia) che tanto incidono anche sulla nostra spesa sanitaria e sulla sostenibilità del sistema pensionistico.

Istat prevede che l’età media della popolazione, nel 2017 salirà da 48,5 a 48,7 anni.

Liguria ancora attrattiva

Il saldo migratorio con l’estero nel 2016 è, a livello nazionale, simile a quello dell’anno precedente. Tuttavia, rispetto a quest’ultimo, esso è determinato da un più alto numero di ingressi e da un nuovo massimo di uscite.
Andando a vedere il tasso migratorio invece la Liguria è al terzo posto per saldo positivo tra tasso emigratorio e immigratorio (5400 persone come già detto), dopo Toscana e Molise, mentre è poco sopra la parità se si prende in esame il tasso migratorio interregionale, ossia arrivano più persone in Liguria dalle altre regioni rispetto ai liguri che si trasferiscono oltre (800 persone). Resta comuque il dubbio che, vista la vicinanza con Milano, in tanti non decidono di trasferirsi definitivamente in Lombardia, pur andandoci a lavorare.
Tra gli altri indicatori demografici cala ancora il tasso di natalità: 6,3 per mille abitanti (era 7 nel 2013), mentre il numero medio di figli per donna è di 1,3. L’età media della madre al parto è di 31,8 anni.

 

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