Confindustria La Spezia porta Invitalia a confrontarsi con le imprese spezzine sui requisiti per accedere agli incentivi per programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione delle aree di crisi industriale previsti dalla Legge 181/89.

Gian Mauro Polito di Sviluppo PMI Invitalia spa., l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, ha chiarito, nel corso del seminario tecnico organizzato dall’unione degli Industriali in collaborazione con il Comune della Spezia nella Sala Marmori Camera di commercio Riviere di Liguria, i requisiti per presentare le domande tramite la procedura a sportello a partire dalle ore 12 del prossimo martedì 4 aprile.I programmi di investimento, previsti dal bando, devono essere di un importo minimo di 1,5 milioni di euro e prevedere un incremento occupazionale. Le attività che possono accedere al bando sono: manifatturiere, produzione di energia, servizi alle imprese, estrazione di minerali e turistiche, anche se esclude siderurgia e cantieristica navale, un settore determinate dell’economia spezzina.

«La risorsa messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico – ha spiegato la presidente di Confindustria La Spezia Francesca Cozzani – permettono agevolazioni su aspetti che fin ora non erano compresi da misure, quali la possibilità di acquisto suolo aziendale, sono a disposizione a livello nazionale 124 milioni di euro, cui 44 milioni destinati di accordi di programma, 80 alle domande a sportello. Nonostante il valore della misura agevolativa dobbiamo segnalare delle criticità: la prima data dai tempi estremamente ridotti per la presentazione delle domande considerato che è di fine febbraio il bando regionale d’identificazione delle aree e degli di inizi di marzo la modulistica, con una documentazione da allegare richiesta ampia. L’altra dovuta dalla modalità di valutazione qualitativa delle proposte subordinata all’ordine di arrivo delle domande, chiediamo la possibilità di inserire offline la domanda e che la principale valutazione sia qualitativa».

La Legge 181/89 è diretta a finanziare gli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva realizzati nell’ambito delle “aree di crisi industriale” riconosciute a livello nazionale, e per Provincia spezzina sono stati individuati i Comuni di Arcola, Bolano, Follo, La Spezia e Santo Stefano di Magra quali “aree di crisi industriale non complessa”.

«Abbiamo un reddito pro capite basso, così come la produttività aziendale e una bassa natalità, un’età media provinciale di 48 anni e dobbiamo svolgere un lavoro collettivo in grado di andare oltre gli indicatori – ha aggiunto Laura Ruocco, assessore allo Sviluppo e all’innovazione economica del Comune della Spezia – per attirare nuovi investimenti all’utilizzo e acquisto aree. In relazione al lavoro svolto con il Mise relativo all’area Enel abbiamo realizzato un vero e proprio monitoraggio di tutte le aree disponibili ad investimenti, realizzando una scheda per ogni zona».

Stefano Senese, segretario Generale Camere di Commercio Riviere di Liguria ha commentato: «È necessario proseguire nel processo di identificazione di aree non complessa; la Regione ha già presentato l’area complessa di Savona e area non complessa di Imperia. Tante sono le realtà che hanno avuto questo riconoscimento anche se non è facile poi conseguire il risultato di definire un programma di sviluppo soprattutto in merito all’occupazione. Credo sia fondamentale una cabina di regia tra Istituzioni e l’associazione degli industriali, le associazioni di categoria e i lavoratori».

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