Nel futuro dell’Aeroporto di Genova ci sono nuove infrastrutture, nuovi servizi, ulteriori traffici, maggiore promozione delle eccellenze liguri. Obiettivi racchiusi in un video proiettato per la prima volta oggi in Sala trasparenza, nella sede delle Regione Liguria, che sarà diffuso su tutti gli schermi dello scalo. Obiettivi in parte già raggiunti, con un investimento di 9,2 milioni di euro. Parliamo di quelli infrastrutturali: riqualificazione dei pontili di imbarco e dei piazzali, sostituzione delle sedute, ammodernamento dei punti di ristorazione, controllo dei tempi di restituzione bagagli, rifacimento dei bagni e installazione dei gate elettronici ai varchi di sicurezza. Solo per citare i principali.

Ma da qui al 2027 è previsto un intenso cronoprogramma per altri 36 milioni circa: «L’investimento più importante – spiega Marco Arato, presidente del Cristoforo Colombo – sarà l’ampliamento dell’aerostazione, con 8 mila metri quadrati in più, che sarà completato nel 2021».

Nei prossimi mesi saranno pronti il nuovo ascensore per disabili e le nuove sale incontri al primo piano, mentre ad agosto l’aeroporto accoglierà anche la nuova sala vip, ribattezzata Genova Lounge, che offrirà un’accoglienza di alto livello ai passeggeri business. E sempre entro l’estate sarà attivato il nuovo corridoio Fast Track, per consentire un accesso comodo e prioritario ai controlli di sicurezza. «Tutti lavori che hanno avuto un’importante ricaduta sul territorio, perché la maggior parte di questi sono stati realizzati da aziende liguri», sottolinea Arato. «Investimenti che l’aeroporto avvierà per riqualificarsi, per essere più moderno e al passo con i tempi, e soprattutto per rispondere alle esigenze del business, dimostrando pienamente la volontà di volersi misurare con i vicini scali di Nizza e Pisa», afferma Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.

Tra gli interventi che verranno completati entro il 2017, la riqualificazione del piazzale nord e sud (circa 90 mila mq di superficie), il re-lamping con tecnologia Led delle torri faro, il nuovo sistema toll system per il controllo della viabilità d’accesso al terminal e il nuovo ascensore per i viaggiatori in arrivo. Tra il 2019 e il 2021 saranno realizzati anche il collegamento con la ferrovia (ne avevamo parlato qui) e la realizzazione del polo intermodale, il nuovo impianto di smistamento bagagli e la riqualificazione della pista di volo. Secondo il contratto di programma, l’investimento previsto per il periodo 2015-2019 è di 14,6 milioni di euro.

Tra gli obiettivi dell’Aeroporto di Genova anche la promozione del territorio: nelle prossime settimane saranno attivati anche nuovi temporary shop per offrire ai passeggeri in arrivo e in partenza un’esperienza ancora più ricca e legata ai prodotti di eccellenza della Liguria. Già nelle prossime settimane, nel duty free e nei punti ristorazione dell’area imbarchi saranno inaugurati dei corner dedicati alle eccellenze enogastronomiche liguri. 

Un futuro roseo anche per ciò che riguarda lo sviluppo dei traffici: «Tra circa dieci giorni inaugureremo la nuova base Volotea – ricorda Arato – questo significa nuovi voli, attivi già ora, ma anche nuovi posti di lavoro». Con il nuovo ingresso, sei nuove rotte e 50 assunzioni per gli equipaggi dei due aerei che saranno basati a Genova da aprile. «Una novità che colmerà in parte il vuoto lasciato da Turkish Airlines per problemi non certo del Colombo», ricorda Toti. Ma non solo: ora l’aeroporto punta all’Europa e guarda al collegamento con nuove capitali: «Madrid, Copenaghen e Praga», sottolinea Arato. Nuovi voli che si aggiungeranno ai 24 già attivi quest’anno, il numero più alto nella storia dell’aeroporto. Il 2019 sarà invece la volta di altri mercati: Germania, Regno Unito, Russia ed Europa dell’Est.

«Siamo una società sana ma complicata – spiega Arato – ma nella quale si lavora e si investe molto». Riguardo a possibili future novità nel management, commenta: «Non sono un manager, ma penso sia un discorso da approfondire. Si può sempre fare meglio, ma mi sembra che i risultati dicano che non stiamo facendo male». Dopo il buco, nel 2008, di 3 milioni di euro dovuto al fallimento Alitalia, «ci siamo leccati le ferite – ricorda il presidente dello scalo genovese – e le abbiamo risanate da soli, con le nostre forze. Abbiamo chiuso il 2016 con l’utile più alto da quando esiste questa società. Ora non abbiamo un debito, siamo una società sana. Guardiamo solo al futuro».

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