A Genova verrà sviluppato il software che serve per la piattaforma di monitoraggio delle macchine industriali. Lo dice Sandro De Poli, presidente di General Electric Italia, nella giornata dedicata all’high tech in Liguria al Great Campus degli Erzelli, in occasione dell’inaugurazione dei locali di Liguria Digitale.

«Si continua a investire in questo Paese – racconta De Poli – siamo piuttosto bravi: costruiamo parti di meccanica di precisione non più con la fonderia, ma abbiamo cominciato a realizzare componenti con la tecnica strato per strato, in pratica escono dalla macchina già pronti per l’utilizzo». General Electric tre anni fa ha comprato Avio a Torino e nel centro di ingegneria ha sviluppato una tecnologia che consente di assemblare un motore d’aereo non più assemblando 855 pezzi, ma soltanto 12 parti, «Una semplificazione tecnologica incredibile», commenta De Poli.
Per Genova General Electric ha intenzione di sfruttare un know how acquisito negli anni dalle competenze cittadine: la città è la capitale nazionale dell’industrial automation, il software specializzato per l’automazione industriale, ora è necessario uno step in più: la digitalizzazione dei processi. «Ci siamo resi conto che in una centrale elettrica per esempio ci sono macchine complesse che non dialogano una con l’altra, l’idea è guardare ogni dettaglio per definire se le macchine stanno funzionando al meglio. Da quando l’abbiamo fatto, anche le persone stanno lavorando meglio, in più riduciamo i tempi di inattività di ogni macchina. Identifichiamo eventuali possibili segnali di malfunzionamento prima che accadano».
Per De Poli il governo è arrivato al momento giusto con il piano industria 4.0, ma secondo lui non si parla ancora abbastanza di industria della cura della salute.
«Non abbiamo mai sentito parlare, a livello nazionale, della Liguria come luogo per capire come sarà l’Italia tra 10 anni, per quanto riguarda la salute e l’età della popolazione – dice – oggi si vive meglio e si vive più a lungo. Questa regione potrebbe essere pilota a livello mondiale per le opportunità tecnologiche che potrebbero rendere sostenibile il sistema sanitario. Occorrerebbe più attenzione su una regione del genere. Parliamo di portare la cura della salute a casa e non in ospedale».

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