«Parlare di industria 4.0 vuol dire parlare di competenze. Non si può introdurre uno sviluppo digitale in un’azienda che non ha capacità professionali all’altezza».

Il presidente di Confindustria Genova Giuseppe Zampini cerca di essere realista, misurando ciò che serve per arrivare al traguardo della digitalizzazione e lo fa dal palco spezzino di Villa Marigola, nel corso del Roadshow Impresa 4.0: «Bisogna partire con un percorso di sviluppo delle competenze. Cioè assumere prima personale già focalizzato. In Ansaldo Energia, di cui sono presidente e sono stato per 16 anni a.d., abbiamo inziato, già nel 2005, ad assumere mille persone giovani. Oggi la fabbrica fa tre volte la produzione di allora con metà impiegati, perché abbiamo portato tutte persone diplomate. Gli operai sono in grado affrontare il controllo numerico e la tecnica della digitalizzazione».

Zampini spiega che oggi si parla di un momento iniziato una decina di anni fa e si fa il punto, «però bisogna che tutti siano consci del fatto che l’industria 4.0 non è che la si compri al mercato, ma è uno sviluppo interiore di singole aziende. È un percorso lungo che però, grazie agli interventi del governo anche sulla legge di bilancio può essere agevolato. Ma non pensiamo che sia la panacea di tutti i mali e che con questo convegno tutti diventano digitalizzati».

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