Non si ferma la raccolta firme in difesa dell’ospedale San Paolo di Savona. Ad annunciarlo è Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona, durante un incontro con i primari dell’ospedale, promosso da Daniela Pongiglione, del gruppo consiliare Noi per Savona, e da Marco Ravera, di Rete a Sinistra.

Nonostante le rassicurazioni della direzione dell’Asl 2 savonese, secondo le quali nessun reparto sarebbe a rischio chiusura, «anche in Comune daremo il via alla raccolta di firme per il San Paolo, garantendo massimo impegno per difendere il nostro ospedale» ha detto Caprioglio.

Mentre l’Asl 2 presentava i nuovi direttori dell’azienda, i primari dell’ospedale in Valloria hanno partecipato alla terza commissione consiliare, dedicata proprio al futuro dell’ospedale savonese. Sono apparsi preoccupati per la mancanza di investimenti: «Assessori regionali alla sanità provenienti dal Ponente – ha criticato Brunello Brunetto, primario del reparto di Rianimazione – hanno fatto in modo che il Santa Corona di Pietra Ligure portasse a casa più fondi». Lionello Parodi, dirigente di medicina, si è detto infastidito per la mancanza di nuove tecnologie a disposizione dei cittadini. Alessandro Gastaldo ha parlato delle limitazioni al lavoro dei chirurghi causati dalla mancanza di un’angiografia.

Molto criticata la mancanza all’appuntamento di Sonia Viale, assessore regionale alla Sanità, a cui erano rivolti gli appelli.

Per il 2017 la Regione ha chiesto all’Asl 2 savonese una riduzione delle spese di 1,8 milioni di euro. «Ma riusciremo a uscirne bene – assicura Salvatore Giuffrida, direttore amministrativo – senza incidere su qualità dei servizi e personale». E per quanto riguarda il problema dei primari? «Come nello sport, si può cambiare l’allenatore ma la squadra, se funziona, resta».

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