La Borsa di Milano chiude negativamente l’ultima seduta di settimana. L’indice Ftse Mib segna un -0,4% a 18.862 punti. All Share (20.639,8) a -0,39%. Una chiusura contrastata, a differenza di altre piazze europee (Londra +0,4%, Francoforte +0,8%, in pari Parigi) che hanno risentito, più di Milano, dell’ottimo dato sulla produzione industriale: +6,6% a dicembre. Resta la preoccupazione per lo spread, salito a 193 punti.

A Piazza Affari pesa l’andamento delle banche: alcuni titoli hanno chiuso in forte calo, Bper in primis che, sull’onda dei risultati 2016 peggiori delle aspettative, perde lo 7,8%: l’utile è crollato del 90% a soli 14,3 milioni rispetto ai 220,7 milioni del 2015, risentendo di poste straordinarie e del contributo al fondo di risoluzione. Negative anche Banco Bpm (-5,3%), Ubi (-5,73%), Banca Carige (-4,71%). E ancora, Intesa Sanpaolo a -0,65%, Generali -0,69%, Mediobanca -1,14%, Unipol -1,32%, Unipolsai -1,05%. In positivo invece Unicredit che sale di oltre mezzo punto.

Bene invece i titoli energetici (i petroliferi in particolare), grazie al rialzo del greggio sull’onda della notizia che il taglio alla produzione stabilito dall’Opec viene rispettato quasi totalmente: Eni +0,28%, Enel +0,25%, Tenaris +0,69%, A2a +0,31%. L’industria: Leonardo -1,25%, Fiat Chrysler -0,29%.

I cambi: l’euro è scambiato a 1,0632 dollari, mentre l’euro/yen si attesta sui 120,53 (da 120,56). Petrolio in rialzo favorito dalle indicazioni di crescita della domanda stimate dall’Agenzia internazionale dell’energia: il wti ha registrato un progresso dell’1,8%, attestandosi a 53,99 dollari al barile.

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