Ansaldo Energia è già avanti nell’impiego delle nuove tecnologie e intende compiere altri passi avanti grazie a Industria 4.0. Lo ha spiegato Luca Manuelli, chief digital officer di Ansaldo Energia, alla tappa spezzina del road show Impresa 4.0.

«Noi − dice Manuelli − abbiamo già introdotto programmi digitali su alcuni processi aziendali, la fabbrica intelligente, l’impianto, la centrale elettrica progettata con il supporto di strumenti digitali, il service, e grazie a Industria 4.0 crediamo di poter fare un ulteriore passo avanti per fare sì che il digitale aiuti a integrare il prodotto con il servizio. Stiamo facendo due impianti con questa tecnologia − prosegue il manager di Ansaldo Energia − uno in Algeria e uno in Egitto. Sono due grandi impianti supportati da questa nuova tecnologia digitale che di fatto rende più facile la comunicazione tra le strutture interne, l’ingegneria, la supply chain, il cantiere, tutta la catena dei subfornitori. Bisogna tenere presente che, fatto 100 un impianto, quello che produciamo noi direttamente rappresenta più o meno il 40 per cento, il restante 60 viene fornito da piccole e medie aziende, che noi mettiamo insieme. Questo sistema ci permette di condividere al nostro interno e con tutte le società esterne, i fornitori, piccole e medie aziende, molte del territorio, gli stessi dati, il 3D, tutti i disegni e le informazioni tecniche, ci permette di rendere il processo più snello, più affidabile e quindi anche più competitivo».

Si tratta dell’equivalente del Bim dell’edilizia applicato alle centrali elettriche: «È lo stesso approccio − spiega Manuelli − Poi si continua con il service. Con l’Iit di Genova stiamo lavorando a un robottino che ispezionerà le camere di combustione permettendo di fare la diagnostica con molto anticipo, senza dover aspettare che la camera di combustione torni a una temperatura sostenibile per l’uomo. Il futuro è offrire ai nostri clienti servizi costruiti sul digitale. Per esempio la manutenzione predittiva per cui potremo studiare il funzionamento dei nostri impianti, delle nostre macchine e capire quando c’è il rischio di un guasto e prima che il guasto si verifichi procedere alla riparazione magari con un ricambio prodotto con una stampante 3d direttamente nel sito. Qualche anno fa − ricorda Manuelli − abbiamo avviato in Siria, dove era scoppiata la guerra, un impianto a distanza utilizzando l’elmetto intelligente. C’erano dei contractor che non erano dei tecnici esperti di centrali, e grazie a questo elmetto intelligente da Genova, tramite il Libano dove c’era la centrale operativa, abbiamo istruito queste persone mettendole in grado di fare tutte le operazioni che hanno permesso di avviare la centrale».

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