«Il clima che si è creato al Ministero dei Trasporti è diventato di pubblico dominio e denuncia le difficoltà che si stanno registrando nella trattativa per il rinnovo della convenzione sulla linea». A dirlo è l’assessore piemontese ai Trasporti Francesco Balocco, che affida il suo pensiero ai social network e fa il punto sulle difficoltà del negoziato italofrancese sulla nuova  convenzione per la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza.

«Difficoltà – continua Balocco – che nascono dalla incomprensibile decisione del Ministero francese di escludere le Regioni (Piemonte e Paca) dal tavolo tecnico incaricato di redigere la nuova convenzione e dall’aver imposto come base di discussione un testo peggiorativo per l’Italia, delle condizioni del nuovo accordo. Grazie a un paziente lavoro di mediazione siamo riusciti ad ottenere che il prossimo incontro della Cig (la Conferenza intergovernativa delle Alpi del Sud che riunisce i ministeriali e i rappresentanti delle ferrovie dei due paesi, ndr) si svolga a Torino il 15 marzo. In quella sede si dovranno scoprire le carte e nonostante tutto siamo fiduciosi che non venga vanificato il duro lavoro che abbiamo svolto in questi ultimi anni per rilanciare la linea, soprattutto adesso che si stanno realizzando i lavori relativi alla messa in sicurezza previsti dai 29 milioni stanziati dal Decreto Sblocca Italia».

Forte preoccupazione è stata espressa intanto dai vari comitati e associazioni che sostengono la linea, di qua e di là della frontiera. Tra questi il Comitato ferrovie locali di Cuneo, che a fronte della situazione di stallo delle trattative chiede di spostare la sede del prossimo incontro da Torino al capoluogo della “Granda”: “Chiediamo che la prossima volta la Cig si riunisca a Cuneo e non lontano dal territorio, che i suoi componenti salgano sul treno, vedano quello su cui stanno decidendo, parlino con gli amministratori locali, con i comitati, con la popolazione” – dice il Comitato nella sua nota, dove si punta il dito anche contro Rfi: “Non mostra interesse per la Cuneo-Nizza e spinge per una soluzione minimale, e cioè ridurre la Cuneo-Nizza a una linea locale”.

«Noi chiediamo che sia fatta un’operazione verità – risponde invece a BizJournal Liguria Sergio Scibilia, presidente dell’Associazione Giuseppe Biancheri di Ventimiglia – e che il ministero italiano faccia sapere qual è la sua posizione, non quella dei suoi funzionari. In attesa di una nota ufficiale, ricordiamo che il prossimo incontro è previsto per il 15 marzo, tra meno di un mese. Sarebbe opportuno che l’Italia si presentasse con una posizione chiara».

La ferrovia è stata costruita a cavallo tra Ottocento e Novecento e completata per la prima volta nel 1928. Dopo alcuni anni di esercizio con elettrificazione, fu gravemente danneggiata in territorio francese dal ritiro delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale. La ricostruzione, affidata all’Italia, si fece sulla base di una convenzione siglata nel 1970, che accollava a quest’ultima anche i costi di gestione, a partire dalla riapertura del 1979. Sulla tratta montana, molto panoramica con passaggi “sospesi” e gallerie elicoidali, viaggiano ora convogli diesel. Contestualmente ai lavori di rinnovo e messa in sicurezza (già iniziati), la futura convenzione tra i due paesi è chiamata a superare questa ripartizione dei costi.

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