«Wylab è una scommessa vinta»: a un anno dalla nascita è più che positivo il resoconto tracciato da Antonio Gozzi, ideatore dell’incubatore dedicato allo “Sports Tech”. E i numeri parlano chiaro: 1.500 metri quadrati di spazio, 700 mila euro di investimento (cifra che sta aumentando), 5 realtà finanziate, 100 gli ospiti in coworking, 100 le proposte presentate nell’ambito di “Chiavari Crea Impresa”.

«Alla prima “call for Ideas”, dedicata alle startup sportive – ricorda Gozzi – hanno risposto in 100 Di queste, cinque sono state portate al finanziamento di 25mila euro, cifra che noi mettiamo a disposizione dell’imprenditore e che ci garantisce l’acquisizione del 10 per cento della startup». Percentuale da cui, poi, Wylab dovrebbe trarre profitto.

«L’obiettivo successivo – aggiunge Gozzi – è quello di portare la società a ottenere ulteriori 75mila euro, da finanziatori o da banche».

E se al momento l’incubatore è in perdita, l’obiettivo dei prossimi 12 mesi è proprio quello di arrivare al pareggio di bilancio. Oltre alle cinque startup finanziate (Wesii, NoiseFeed, Fightec, Math&Sport e Its4Kids) ve ne sono altre sei che vengono accompagnate nel loro percorso (Soccerpass, SkillGo, Enjore, Progetto Digitale, Triboom e Dynamitick).

«La prossima call for ideas – annuncia Gozzi – dovrebbe partire a fine febbraio – inizio marzo».

La risposta positiva del territorio a Wylab è stata evidente con il successo di “Chiavari crea impresa”: una call for ideas non rivolta al settore sport, ma a turismo e ricettività, industria, design e no profit: «Le iscrizioni sono state aperte dal 13 al 20 gennaio e in questo lasso di tempo abbiamo ricevuto 100 domande. Ciò significa che ci sono persone intenzionate a a mettere in campo la propria creatività, alla faccia dei luoghi comuni per cui i giovani liguri sono desiderosi solo del posto fisso».

Intanto Wylab ha concluso l’iter per diventare l’unico incubatore certificato in Liguria, permettendo alle startup di spendere i voucher proprio nella sede chiavarese.

L’incubatore è anche sede per il coworking (100 gli ospiti): «Questo ha un valore sociale immenso – sottolinea Matteo Campodonico ceo e founder di Wyscout, piattaforma on line dedicata al calcio all’origine di Wylab  – perché lavorare in un ambiente così aumenta le competenze, apre la testa e offre opportunità commerciali».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.