“Abbiamo appreso oggi nel corso della riunione del “Tavolo verde” che le domande presentate sulla misura 6.1 a sostegno dell’insediamento giovani sono 119 per una spesa stimata di circa 3,2 milioni a fronte di 2,5 milioni disponibili, mentre sulla misura 4.1 a fronte di 11 milioni messi a bando le domande a oggi presentate sono 265 per oltre 15 milioni. Per altro il termine scade domani e temiamo che il numero di domande salga ulteriormente”. Così Cia Liguria esprime in una nota la propria preoccupazione per la situazione che si sta generando attorno alle due azioni più significative del Piano di Sviluppo Rurale.

Da una parte, il sostegno all’ingresso dei giovani in agricoltura e, dall’altra, quello agli investimenti per l’ammodernamento delle aziende. Secondo Cia Liguria, “la situazione è complicata per effetto di bandi che hanno una dotazione finanziaria insufficiente rispetto alla domanda, con la conseguenza di escludere dai benefici un numero significativo di giovani che hanno i titoli e le caratteristiche per ottenere il sostegno; così come si rischia di non dare sostegno a investimenti produttivi per diversi milioni di euro. Una situazione paradossale che, se non corretta, vedrà un numero significativo di giovani esclusi del sostegno per l’avvio della loro attività agricola o per il subentro in quella esistente, non perché non ne abbiano i requisiti ma per un insulso meccanismo finanziario, che determina l’esclusione per carenza di fondi sul bando, non incrementabile per disposizioni comunitarie, mentre il piano ha capienza di risorse”.

La richiesta dell’associazione è quella di un intervento da parte dell’assessorato competente per un incremento di fondi, per far sì che il meccanismo, da sostegno di una politica di ricambio generazionale, non si trasformi in una “lotteria”.

Da subito Cia Liguria ha chiesto che si proseguisse attraverso la predisposizione di bandi a sportello, con la selezione dei beneficiari fatta a monte, con griglie di merito e di accessibilità attente, metodo che ha consentito nei precedenti periodi di programmazione di ottenere una forte efficienza di spesa: “Riteniamo assurdo – conclude la nota – che si debba utilizzare una metodologia inadeguata alla nostra realtà costringendo la Liguria a utilizzare procedure che, anziché favorire il raggiungimento dello scopo enfatizzato nei documenti comunitari, lo rendono più complesso e meno efficace, determinando un risultato contraddittorio rispetto agli obiettivi dichiarati e probabilmente peggiorando la capacità di spesa”.

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