Sarà soltanto una delle 22 misure previste dal piano, l’uccisione dei lupi, come spiega il deputato del Pd Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura della Camera. Purtroppo è anche la più facile da mettere in pratica e, considerata l’efficienza delle istituzioni, nazionali e regionali, per la sessantina di questi animali presenti in Liguria il futuro non si prospetta sereno.

Il Piano d’azione del lupo sarà discusso per il via libera definitivo dalla Conferenza Stato-Regioni il 2 febbraio.

«La possibilità di procedere ad abbattimenti selettivi del 5% degli esemplari di lupo insediati in Italia – precisa Sani – è solo una delle 22 misure contemplate dal Piano d’azione del lupo che sarà discusso in Conferenza Stato-Regioni». Il deputato annuncia che saranno semplificate e accelerate le procedure di indennizzo ai produttori danneggiati dai lupi, si chiederà a Bruxelles una deroga al regime de minimis per gli indennizzi, e le deroghe al divieto di abbattere lupi potranno essere concesse soltanto sulla base di un censimento del numero di esemplari sul territorio e di un loro eventuale sovrannumero rispetto a parametri di equilibrio biologico previo parere dell’Ispra. Insomma, l’abbattimento sarà l’ultima ratio a cui ricorrere e verrà regolamentata, in modo da prevenire uccisioni indiscriminate da parte dei bracconieri.

«È sicuramente un fatto gravissimo – dichiara a BizJournal Liguria Pier Giovanni Capellino, fondatore e presidente di Almo Nature, azienda genovese produttrice di pet food – perché per quanto si parli di abbattimenti selettivi, censimenti, eccetera, il Piano rompe un divieto assoluto di uccidere questo animale, quanto mai necessario per il ripristino della biodiversità».

Per aiutare agricoltori e pastori a fare fronte al pericolo costituito dai lupi nei confronti degli animali domestici ed evitare così la necessità di abbattere questi abilissimi predatori, Capellino da tempo ha lanciato un progetto, destinato in sostanza alle aree appenniniche, per cui Almo Nature fornisce gratis ai produttori cani da pastore maremmano-abruzzese già addestrati e, per un certo periodo, anche il cibo necessario a nutrirli. Gli espedienti per proteggere gli animali da allevamento dai lupi sono diversi, tra cui recinzioni e dissuasori acustici, ma la più efficace resta quella adottata da secoli dai pastori: il cane maremmano abruzzese.

Un mix di misure di prevenzione, tra cui l’impiego di cani,    indennizzi adeguati e procedure burocratiche  non esasperanti, secondo alcuni renderebbero superflua l’uccisione dei lupi.

Capellino ha offerto i suoi cani e le sue crocchette in diverse zone d’Italia. In Liguria ha iniziato la sua opera due anni e mezzo fa. Non ha trovato grande collaborazione da parte delle amministrazioni. Quando, mesi fa, in consiglio regionale si è discusso della questione del lupo, il presidente di Almo Nature e i suoi cani non sono nemmeno stati menzionati.

«Devo constatare – dice – un’assenza totale della politica, una assoluta mancanza di fantasia, di creatività, di voglia di sperimentare da parte dei nostri ammininistratori, si preferisce ciò che è scontato a ciò che richiede innovazione. Oltre tutto il lupo non è il problema più grave per i produttori. Ci sono questioni come il prezzo del latte e altre che li mettono in difficoltà. Comunque noi andiamo avanti, grazie anche al lavoro di Roberto Sobrero, che prima lavorava per la Regione e  ora è nostro consulente. E il numero dei pastori che aderiscono a questo nostro lavoro silenzioso aumenta anche in Liguria».

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