Occorre incentivare la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente per rilanciare il settore e dotare Genova e, in generale, il Paese di edifici più adatti alle esigenze di oggi, più sicuri e meno consumatori di energia. Così Filippo Delle Piane, presidente di Assedil-Ance Genova, analizza situazione e prospettive del comparto edilizio.

«È un panorama in chiaro-scuro, quello nazionale – dichiara Delle Piane a BizJournal – con qualche segno di progresso nel 2017 rispetto al 2016. Parliamo comunque di un settore che a rispetto al periodo pre crisi ha perso circa 100 mila aziende e 600 mila posti di lavoro. Una catastrofe».

«In effetti – precisa Delle Piane – è dal secondo semestre 2014 che cresce in numero delle compravendite tra privati, ma i prezzi sono ancora in flessione. E si tratta di scambi nell’usato non di nuove costruzioni. Il 2017 si presenta sostanzialmente stabile dal punto di vista del prezzi, mentre per il 2018 si prevede una risalita moderata. Nel settore pubblico si registra una flessione del numero delle gare con l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti. Per quanto riguarda il credito le banche erogano denaro alle famiglie ma non alle imprese».

La Liguria – secondo il presidente di Assedil Genova – è coerente con la linea nazionale, forse la flessione è un po’ minore nelle gare pubbliche».

E il Piano Casa? «È una buona norma ma per le imprese impatta poco. Non ha prodotto grandi effetti. La vera sfida è quella di rinnovare il nostro patrimonio edilizio, che al 50% è obsoleto, energivoro e non sicuro. Bisogna lavorare su questo prodotto. Il patrimonio edilizio attuale è più che sufficiente per le necessità della popolazione, non occorre costruire nuovi edifici residenziali. Noi proponiamo di riqualificare l’esistente. Bisogna però che la pubblica amministrazione incentivi il mercato di trasformazione, realmente e non con gli slogan, ed elimini gli attuali problemi derivanti dalla normativa e dal codice civile. Deve essere il territorio a scegliere gli incentivi più adatti, le Regioni hanno voce determinante in capitolo».

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