Chiudono in negativo le Borse europee, condizionate dalle polemiche negli Stati Uniti per le decisioni del presidente Donald Trump in tema di immigrazione. Inoltre, il dato in rialzo dell’inflazione in Germania a gennaio ha rilanciato i timori di un progressivo affievolirsi del programma di Quantitative easing da parte della Banca centrale. Maglia nera Milano, che ha risentito anche dei cali delle banche, tornate nel mirino della Bce. La presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Daniele Nouy, ha affermato in un’intervista che in Italia sono stati fatti pochi progressi sul fronte dei crediti deteriorati, più tardi si è diffusa la voce per cui   ad alcuni istituti sarebbe stato chiesto di presentare entro febbraio un piano per la riduzione degli npl. Parigi ha perso l’1,14%, Francoforte l’1,12%, Londra lo 0,92%, Piazza Affari ha terminato con Ftse Italia All-Share a 20.538,73 (-2,74%) e Ftse Mib a 18.759,40 (-2,95%).

A Milano le vendite hanno colpito soprattutto Unicredit, che chiude con un -5,45%. Unicredit ha poi comunicato a Borsa chiusa i risultati preliminari del quarto trimestre 2016 che sono stati influenzati da poste non ricorrenti per circa 12,2 miliardi da attribuire a svalutazioni e rettifiche. Inoltre l’istituto ha preso in considerazione una serie di ulteriori svalutazioni una tantum, derivanti principalmente da ulteriori svalutazioni del Fondo Atlante, pari a circa a 1 miliardo. A causa di queste spese straordinarie la banca prevede di registrare una perdita netta di 11,8 miliardi. L’istituto ha comunque precisato che senza queste poste non ricorrenti il risultato economico netto del gruppo nel 2016 sarebbe stato positivo.

Nel settore giù anche Ubi con un -6,80%, Intesa (-3,09%), Bper (-4,81%), Banco Bpm (-3,95%), Carige (-3,12%). Generali cede il 3,18%, tra gli altri finanziari Unipol perde il 5,68%.

Nell’energia Eni perde il 2,57%, Enel il 2,14%, Snam il 2,83%; piu’ giu’ Saipem (-6,72%) e Tenaris (-4,94%).

Fiat Chrysler termina con un -3,37%. Luxottica con -1,57% dopo l’acquisizione in
Brasile e in attesa dei dati preliminari, Stm (-0,40%).

Il rendimento del BTp decennale è salito al 2,33% con uno spread rispetto al Bund arrivato a sfiorare quota 190 punti base e ai massimi da tre anni. Sul mercato dei cambi, euro/dollaro poco mosso a 1,0695 da 1,0696 venerdi’ in chiusura.

In deciso rafforzamento lo yen, a 121,59 per un euro (123,07) e 113,69 per un dollaro (115,06).

Scende il prezzo del petrolio: il future marzo sul Wti lascia sul terreno l’1,09% a 52,59 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent cede lo 0,63% a 55,17 dollari.

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