Comincia la giornata con il segno più la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib segna un rialzo dello 0,2% a 19.341 punti. Positive anche le Borse europee, dopo il discorso della Premier britannica Theresa May sulla Brexit e in attesa di quello di Donald Trump. Londra e Francoforte guadagnano lo 0,4% mentre Parigi è in rialzo dello 0,3%.

Si tratta però di un fuoco di paglia: tutte poi ripiegano sulle vendite, con Piazza Affari maglia nera. Male i bancari: Unicredit (-1,5%), Bper (-1%), perdono circa mezzo punto Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Ubi Banca che oggi dovrebbe incassare il via libera della Banca d’Italia all’acquisto delle tre good banks. Prese di beneficio per Luxottica (-1,22%), ancora debole Mediaset (-0,5%) che oggi presenta a Londra il piano industriale agli analisti.

Sul fronte macroeconomico, attesi i dati sull’inflazione europea e americana.

Le Borse asiatiche hanno chiuso contrastate, a causa dell’indebolimento del dollaro, restano le preoccupazioni in vista dell’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente.
Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,43%, grazie all’indebolimento momentaneo dello yen, dopo una seduta caratterizzata dal segno meno. Singapore, prima della chiusura, perde lo 0,36%.

Quotazioni del petrolio in rialzo: si attendono i dati sulle scorte previste in riduzione: i contratti sul greggio Wti con scadenza a febbraio guadagnato 26 centesimi a 52,74 dollari al barile; il Brent sale di 27 centesimi a 55,74 dollari al barile.

In discesa le quotazioni dell’oro: il lingotto con consegna immediata perde lo 0,5% a 1213 dollari l’oncia.

Nei cambi si ferma il calo del dollaro, che era sceso ieri ai minimi da un mese dopo le parole di Donald Trump sulla valuta considerata “troppo forte”. Ai primi scambi
della giornata l’euro scende a 1,0682 rispetto al valore di 1,0707 di ieri sera dopo la chiusura di Wall street. In recupero la sterlina sull’euro a 0,865

Apertura stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco che segna 159 punti (158 ieri sera in
chiusura di giornata). Il rendimento del decennale italiano è dell’1,91%.

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