Nel savonese la percentuale dei consumatori di alcol a maggior rischio (22%) supera la media sia nazionale sia regionale (17-18%). Lo rende noto la Asl 2, in base al report “Passi”.

Il sistema di sorveglianza nazionale “Passi” (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in italia) valuta gli stili di vita della popolazione e gli effetti che le attività di prevenzione e di promozione della salute esercitano sugli stessi. Il Report PAssi dell’ASL2 Savonese riporta i dati raccolti sul territorio concernenti i quattro elementi principali, che definiscono le abitudini di vita: alimentazione, attività fisica, fumo, consumo di alcol.

Mensilmente, Il sistema Passi dell’ASL 2 Savonese intervista 25 utenti, per un totale di
275 interviste telefoniche annuali. Nel periodo 2012-2015 sono state eseguite 1082 interviste telefoniche

Da ieri, sul sito dell’Azienda Sanitaria Locale sono disponibili i dati raccolti nel quadriennio 2015-2016

Dai dati raccolti risulta che nella popolazione residente sul territorio dell’ASL2 Savonese, 2 soggetti su 5 presentano l’eccesso di peso, circa 1 su 10 è obeso; solo1 su 10 consuma almeno 5 porzioni di frutta/verdura consigliate e solo 1 su 3 è fisicamente attivo. Circa 3 persone su 10 sono sedentarie. Fra queste, 3 su 10 sono fumatori, 3 su 10 sono in sovrappeso, mentre 4 su 10 sono portatori di diverse patologie (per esempio, ipertensione arteriosa, depressione).

I fumatori rappresentano ¼ della popolazione, di cui 1 su 4 fuma almeno 19 sigarette al giorno (forte fumatore).

L’alcol è consumato, in generale, dai 2/3 della popolazione e almeno 2 soggetti su 10 sono consumatori a maggior rischio.

L’eccesso ponderale e la sedentarietà prevalgono nei maschi, di 50-69 anni, con istruzione media ed economicamente svantaggiati.

L’abitudine al fumo prevale nei giovani (18-24 anni), di sesso maschile, con istruzione media e molti problemi economici.

Il consumo di alcol a maggior rischio prevale nei giovani fra i 18 e 34 anni, di sesso maschile, con istruzione media-superiore e molte difficoltà economiche. Per quanto concerne in maniera specifica il “binge” (consumo di numerose unità di alcol in un breve arco di tempo), il fenomeno prevale nei giovani (18-34 anni), maschi, più istruiti e senza particolari difficoltà economiche.

Per quanto concerne l’attenzione dei sanitari verso gli stili di vita dei propri assistiti, solo pochi intervistati, che hanno avuto contatti con il proprio medico o altri operatori sanitari nei 12 mesi precedenti all’intervista, hanno riferito di essere stati interpellati sulle loro abitudini e ancora meno intervistati hanno riferito di aver ricevuto i consigli di correggerle.

A grandi linee, la maggior parte dei valori riportati sono vicini alle medie regionali e quelle nazionali ad eccezione della percentuale dei consumatori di alcol a maggior rischio (22%), che supera sia la media nazionale sia quella regionale (17-18%).

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