Il fattore determinante sarà il tempo: l’area di crisi industriale complessa del savonese potrà essere rilanciata anche grazie a tutte le misure messe in campo dallo Stato per questo 2017, a partire dai super e gli iper ammortamenti del 140 e del 250% per gli investimenti in beni strumentali e tecnologici. Il decreto (alla firma del ministro), sarà in grado di avviare tutti gli iter necessari. La norma prevede la chiusura dell’accordo di programma a 11 mesi di distanza dal decreto di stipula – ha annunciato Marco Calabrò, dirigente del ministero dello Sviluppo economico, divisione analisi del sistema produttivo, crisi d’impresa e reindustrializzazione dei siti inquinati – ma l’obiettivo e far partire tutto al più presto, per le condizioni irripetibili di questo 2017, favorevoli agli investimenti privati.

Il tavolo istituzionale, creato a breve, sarà affiancato da un tavolo territoriale, costituito oggi, e formato da Comuni, sindacati, associazioni di categoria, Camera di Commercio, in modo da elaborare proposte condivise da portare a Roma . «Una scommessa anche per l’intero Paese – sostiene l’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi – per far tornare Savona provincia industriale e siccome nessuno si va a insediare in un posto se ci sono contrasti, ci deve essere una posizione unitaria».

L’area a essere stata riconosciuta lo scorso settembre “area di crisi industriale complessa” di Savona, comprende i sistemi locali del lavoro di Cairo Montenotte e dei Comuni di Vado Ligure, Quiliano e Villanova d’Albenga.

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