Un’applicazione per smartphone con ambiente in 3D, basata sulla realtà virtuale, per insegnare le costellazioni ai bambini. È uno dei numerosi progetti realizzato dal 3D Lab Factory del campus di Savona, un laboratorio del Dibris diretto dal professor Gianni Vercelli.

Cercatore di stelle” è stato ideato da Annalisa Benedetti, col supporto di Saverio Iacono e Simone Marcutti. Si sviluppa dalla storia del Piccolo Principe, in cerca della via di casa tra i pianeti: «La reazione dei bambini quando l’abbiamo fatta provare è stata emozionante» racconta Iacono.

È possibile immergersi nella realtà virtuale attraverso visori che si indossano sugli occhi, come Oculus Rift; nel caso di “Cercatore di stelle” col dispositivo Google Cardboard, che generalmente si trova a prezzi più modici.

Ma quali altre applicazioni può avere la realtà virtuale? «Questa tecnologia ha subito generato molto entusiasmo soprattutto nel campo dei videogiochi – risponde Saverio Iacono – Ma i giocatori sono un pubblico esigente, che pretende che il sistema, oltre a essere intrigante, funzioni alla perfezione. Io credo però che possa avere numerose altre applicazioni. Mi viene in mente, per esempio, che in campo medico la si possa sfruttare per combattere le fobie, mantenendo il paziente comunque in un ambiente sicuro».

Non solo realtà virtuale. Al 3D Lab Factory del campus di Legino si sperimentano numerose altre tecnologie. Come la telecamera a 360 gradi, che gli studenti e ricercatori hanno testato in collaborazione con Sky.

Il laboratorio è nato nel 2012, a seguito di un master sulle tecnologie 3D e di computer grafica. È, insomma, il risultato di quanto gli studenti hanno imparato e, successivamente, applicato. Tra loro ci sono Alice Corsi, Edoardo Bellandi, Giorgio Rinolfi, Lorenzo Marcenaro.

«Il bello dei laboratori della facoltà di Scienze della comunicazione a Savona – racconta la genovese Nadia De Nurchis, che li frequenta ormai da 12 anni – è che collaborano tutti tra loro. E che l’apprendimento è democratico: ovvero chi sa qualcosa, si mette a disposizione degli altri per insegnarlo». Nella stessa palazzina operano la web radio Campuswave, il magazine Campuspress e il laboratorio audiovisivo Buster Keaton, specializzato in video e documentari.

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