Creare sviluppo per l’alessandrino e prevenire possibili criticità di un’opera ormai definitiva ma progettata una ventina di anni fa e con elementi di contorno da aggiornare. Sono due tra i principali obiettivi di Iolanda Romano, commissario di Governo per la linea del Terzo Valico dei Giovi che questa mattina, ospite in Confindustria Genova in occasione dell’assemblea dei soci di Transpdana, ha tenuto una relazione sull’andamento dei lavori e sulle opportunità di sviluppo per i territori interessati dall’opera.

Romano agisce in modo indipendente e nell’interesse pubblico. Nella definizione dei compiti del commissario (nominata il 25 dicembre 2015), con l’incarico dell’ “attività di coordinamento e di impulso alla realizzazione dell’opera” si è voluto sottolineare due punti: l’indipendenza e l’interesse pubblico, condizioni indispensabili per consentirle un ruolo di mediatrice.

«Sono un commissario un po’ sui generis – spiega – con competenze nella mediazione di conflitti. Organizzo tavoli di concertazione per trovare soluzioni condivise e individuare opportunità di sviluppo per i territori interessati. E il progetto di sviluppo dell’alessandrino è uno degli assi principali della mia attività, dove sto cercando di portare un’ottica nuova».

«Teniamo presente – precisa – che l’opera è più ostacolata in Piemonte che in Liguria, il Piemonte subisce gli impatti del cantiere ma non ha le ricadute immediate che ha la Liguria. Il tema quindi è: creare opportunità per l’alessandrino. Come il Terzo Valico può creare sviluppo non solo in Liguria ma anche nell’area che attraversa in Piemonte. Questa domanda chi ha progettato l’opera non se l’è fatta perché all’inizio degli anni 90 non si ragionava così. Ma non si può più realizzare una grande opera senza porsi questa domanda, cioè come coniugare l’interesse generale, anche nazionale e internazionale, di una grande opera con l’interesse positivo di chi ne subisce l’impatto. Ci sono già molti milioni di investimenti da parte di diversi enti, non solo nel porto, che rendono evidente l’utilità dell’opera per la Liguria, molto meno evidente è l’utilità per l’alessandrino, perché questa non è stato ancora pensata. Abbiamo bisogno di recuperare vuoti di progettazione e anche di investimento. Noi lavoriamo ponendoci questa domanda: come una grande opera può diventare motore di attrazione per investimenti? Perché ci sono aziende che possono avere interesse a localizzarsi in queste aree per usufruire delle potenzialità del Terzo Valico e al tempo stesso come possiamo garantire che questo vada a beneficio dello sviluppo ambientale del territorio? Sessanta milioni verranno quindi utilizzati per il progetto di sviluppo dell’alessandrino, per il miglioramento della sua accessibilità dal punto di vista turistico, per lo sviluppo economico in senso lato. Questo stanziamento verrà ricavato all’interno dei 6,2 miliardi già previsti, si tratta di utilizzare al meglio le risorse già a disposizione».

Per quanto riguarda l’aggiornamento di determinati aspetti dell’opera, Romano precisa che «non si tratta di una revisione del progetto, il Terzo Valico è tra le opere giudicate irreversibili, e non cambia, ma poiché è stato progettato una ventina di anni fa, bisogna capire se contiene elementi datati. Stiamo ragionando sul contorno dell’opera, soprattutto sui collegamenti, per vedere se si possono migliorare, e come evitare tappi in ingresso e in uscita. Scoprire in tempo le criticità è il modo migliore per affrontarle e risolverle».

L’attività di studio di questi aspetti dell’opera è iniziata in giugno e dovrebbe concludersi in gennaio.

Il Terzo Valico, ha confermato Romano, sarà terminato nel 2021.

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