Sono ufficialmente annullate le 20 mila multe comminate dagli autovelox della provincia di Savona attivati quest’estate. È la clamorosa conclusione di una vicenda che aveva, fin da subito, provocato scalpore.

Quando, in agosto, gli impianti erano stati attivati sulle strade provinciali di Cosseria e Villanova D’Albenga (con un limite imposto a 50 chilometri orari) avevano immediatamente mietuto migliaia di vittime, scatenando una piccola rivolta popolare.

I politici di opposizione avevano colto la palla al balzo, criticando le scelte dell’amministrazione guidata dal Partito democratico. «La Provincia ha trasformato uno strumento di tutela della vita umana in un modo per sanare i bilanci» ha commentato Angelo Vaccarezza, ex presidente dell’ente e ora capogruppo di Forza Italia in Regione.

A decretare ufficialmente l’annullamento è giunto il categorico parere del ministero, secondo cui i geometri della Provincia non sono abilitati a usare gli autovelox: un compito che spetta solo alle forze dell’ordine come Carabinieri, Polizia stradale e Vigili urbani.

Non sarà necessario fare ricorso: sarà la stessa Provincia a cancellare gli atti, come comunicato dal segretario generale Giulia Colangelo ai Comuni interessati. Diverso il discorso di chi ha già pagato le contravvenzioni: per riavere i soldi indietro dovrà affidarsi a un legale intentando una causa civile.

È probabile che un giorno gli autovelox delle statali Sp 42 e Sp 6 torneranno in funzione. Prima, però, si dovrà risolvere un altro problema: quello della segnaletica. I cartelli che indicano la loro presenza sono posizionati troppo vicino all’impianto rispetto a quanto previsto dalla legge.

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