L’Istituto Regionale per la Floricoltura ha un nuovo consiglio direttivo. Lo ha deciso ieri l’assemblea dell’ente che si è riunita a Sanremo per nominare i tre componenti dell’organo dopo le dimissioni (polemiche) di Michele Maglio, Osvaldo Geddo e Roberto Fiumara. I membri subentrati affiancheranno il presidente Germano Gadina che è stato confermato insieme a Gianni Gentile: si tratta di Massimo Canerossi di Taggia (nominato vicepresidente) in rappresentanza delle organizzazioni professionali degli imprenditori agricoli, Domenico Pizzo di Albenga per le cooperative e Pietro Dino Rossi di Sanremo per la Regione Liguria. Il direttivo sarà composto da cinque membri che provengono da Coldiretti, dopo le dimissioni di Roberto Fiumara (Anga-Confagricoltura), Michele Maglio e Osvaldo Geddo (entrambi di Cia). «Erano maggioranza e se ne sono andati. Gli assenti hanno sempre torto» il messaggio di Gadina, affidato lunedì sera a un post su Facebook, anche in risposta all’articolo di Liguria Business Journal che aveva messo in luce la fase di crisi dell’Istituto di ricerca.

L’Irf è in difficoltà: nel corso degli ultimi anni il numero dei collaboratori si è ridotto ai minimi termini per via dello stop ai progetti europei. Il finanziamento percepito dalla Regione fino a quest’anno è stato di 700 mila euro e non si esclude un’ulteriore diminuzione, oltre a una quota minore (ma in crescita secondo il presidente) che proviene da fonti autonome legate ai servizi per le aziende.

Germano Gadina, florovivaista di Celle Ligure, ha messo le cose in chiaro: «L’Istituto in questi quattro difficilissimi anni ha dovuto fare i conti con la crisi generale e settoriale sempre più pesanti» ha esordito, citando anche il «buco» nella progettazione europea per via del ritardo sui programmi».

Gadina ha poi risposto alle polemiche rilanciando le «azioni vere, concrete, verificabili, a totale beneficio del comparto» e difendendo con forza anche le scelte in campo di sviluppo genetico. «A chi ha voluto criticare sparando un po’ nel mucchio – ha aggiunto – rispondo che, nonostante le tantissime difficoltà, l’anno in corso sarà quello che vedrà le più alte entrate di autofinanziamento, intorno a 100 mila euro. E tutto questo pur tra le tante difficoltà dovute al calo dei collaboratori». In merito alle attività fitopatologiche, anche queste oggetto di critica da parte di Michele Maglio di Cia, Gadina ha ricordato come tutto sia cambiato in modo radicale: «Prima le analisi erano totalmente gratuite, ora esiste un sistema regionale allargato e codificato, a pagamento delle prestazioni».

«Si sono dimessi – scrive Gadina a proposito dei tre consiglieri che hanno rimesso il mandato – forse perché avrebbero dovuto avvallare “cose buone”, vicende anche fondanti per il prosieguo del cammino dell’Istituto. Cito a titolo di esempio l’ormai imminente incarico per lo studio di messa in sicurezza ed efficientamento energetico della struttura, serre, laboratori e villa. Ma erano in difficoltà su questo per via di anacronistiche differenze di bandiera». Affermazioni che si ricollegano al problema di governance citato dall’articolo di Liguria Business Journal: «Ne abbiamo parlato con l’assessore Mai anche durante gli incontri del quarantennale – dice Gadina – e si potranno valutare per il futuro dei miglioramenti». Parlando, appunto, del futuro: «I tanti imprenditori, che ringrazio, presenti e non al quarantennale, ci hanno una volta di più indicato che la strada intrapresa è quella giusta, che stiamo agendo bene, anche se ovviamente tutto è migliorabile, e che la collaborazione tra il pubblico e il privato è fondamentale».

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