Le vicende del sistema bancario non mettono in difficoltà gli armatori italiani che possono contare su banche sufficientemente capitalizzate e sul ruolo attivo di Confitarma, partner di Abi in un “tavolo tecnico”. Lo afferma il presidente di Confitarma Emanuele Grimaldi in seguito a notizie riportate su alcuni organi di informazione specializzati in merito ai rapporti tra armatori italiani e sistema bancario.

«È bene ricordare – precisa Grimaldi – che le ripetute crisi dei sistemi bancari non riguardano solo il nostro Paese ma sono fenomeni generalizzati che hanno coinvolto importanti gruppi bancari europei».

«È evidente – aggiunge il presidente di Confitarma – che senza supporto finanziario gli armatori non potrebbero avviare i programmi di investimento che rendono competitiva la flotta, anche dal punto di vista qualitativo e tecnologico. Ed è per questo che da 10 anni, Confitarma continua a svolgere un ruolo attivo verso il sistema bancario italiano ed internazionale, consolidando una relazione fondata sul principio della mutua partnership. In proposito, preciso che il nostro sistema bancario appare adeguatamente capitalizzato e che, proprio grazie ai fattivi rapporti di collaborazione tra Confitarma ed Abi, concretizzatesi in un “Tavolo Tecnico” permanente tra le due associazioni, si è sviluppato un confronto proattivo che sta consentendo al nostro settore di affrontare con serenità e compattezza il difficile trend che ormai si prolunga da oltre il quinquennio».

Tale attività «ha consentito un approccio in chiave sistemica di processi di ristrutturazione finanziaria di molte imprese armatoriali associate e fino ad oggi, ad esclusione di quei fallimenti causati da fenomeni traumatici ed imprevisti, la quasi totalità delle aziende è riuscita a preservare la propria continuità. Aggiungo che nella quasi totalità dei casi, si è trattato di processi di ristrutturazione finanziaria e rischedulazione dei propri finanziamenti, avvenuta di comune accordo con il sistema bancario, che ha interessato un piccolo numero di armatori. La dimostrazione del fatto che la situazione, pur essendo molto difficile, è comunque sotto controllo, è data proprio dalla flotta mercantile di bandiera italiana che mantiene la sua posizione con quasi 16,5 milioni di gt. Da statistiche internazionali (Clarksons Research) si rileva che le altre flotte di bandiera dell’Unione europea hanno invece registrato riduzioni notevoli nel corso dell’anno».

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