Nella notte tra sabato e domenica a Genova comincia la demolizione del bruco (così era ormai chiamato il sovrappasso ideato dall’architetto Piero Gambacciani per l’attraversamento di viale Duca d’Aosta). La struttura in ferro e plexiglas, che in origine avrebbe dovuto raggiungere da un lato il piano dei binari della stazione di Brignole e dall’altro proseguire fino al centro dei giardini di piazza Verdi, era diventata un dormitorio abusivo. La procedura terminerà martedì mattina.

La demolizione, agognata, arriva grazie ai lavori del terzo lotto del cantiere del Bisagno: «avrebbe dovuto essere fatta alla fine, ma abbiamo invertito l’ordine», specifica l’assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone.

«La procedura non dovrebbe impattare in modo pesante sulla viabilità, visto che sarà in gran parte di notte – specifica l’assessore comunale alla Mobilità Anna Maria Dagnino – la prima fase dall’1 alle 14 di domenica, con la chusura della carreggiata direzione monte di viale Duca d’Aosta e l’inutilizzo della rampa di uscita del parcheggio sotterraneo al servizio del complesso di Corte Lambruschini, mentre il controviale antistante il teatro e l’hotel avranno l’accesso e l’uscita da piazza delle Americhe con l’istituzione di doppio senso di marcia. La seconda fase, tra le 21 di lunedì 12 e le 6 di martedì 13 dicembre, verrà chiusa la viabilità in direzione mare e inibito l’accesso al bar collocato all’incrocio tra viale Duca d’Aosta e via Cadorna».

La firma con la ditta vincitrice dell’appalto, Itinera spa, è avvenuta stamattina: «Il bruco è diventato un po’ il simbolo della città da riqualificare – dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – ma è anche il colpo di gong di un cantiere tra i più importanti d’Italia. È una buona notizia per il Paese il fatto che ci sia collaborazione istituzionale per necessità e urgenze. L’importante ribasso dell’offerta poi sarà di giovamento per altre opere. Di certo è che le pratiche non le stiamo facendo dormire».

La demolizione del bruco è uno dei passaggi di riqualificazione dell’area di Brignole, sottolinea l’assessore comunale alle Manutenzioni Gianni Crivello: «Nel 2017 ci sarà il recupero del sottopasso Cadorna, ma anche dei giardini di Brignole, un investimento di circa 400 mila euro per renderli un luogo di incontro e socializzazione».

La tempistica dei lavori già in corso vedrà proprio nel 2017 la conclusione del secondo lotto sul Bisagno e dello scolmatore del Fereggiano, oltre che altri lavori “minori” ma non meno importanti nel Medio Ponente.

Il terzo lotto del Bisagno sarà quello che avrà un maggiore impatto dal punto di vista della viabilità cittadina, per la sua complessità. Dagnino ha già annunciato che sono allo studio piani per ridurre al massimo il disagio. L’azienda Itinera spa non è nuova a cantieri così complessi e ha assicurato di collaborare a livello operativo.

«Il terzo lotto si concluderà, se tutto andrà bene, nella primavera del 2020 – specifica Giampedrone – da quel momento si realizzeranno gli effetti positivi dell’aumento di portata d’acqua sopportabile dalla copertura del Bisagno. La collaborazione istitituzionale agevola anche un migliore approccio della città a un’opera che sarà la svolta per Genova. Ciò non vuol dire rischio zero, ma sicuramente una notevole riduzione».

Con l’anno nuovo arriveranno probabilmente anche buone notizie per gli edili genovesi: «Puntiamo anche dal punto di vista occupazionale sui lavori per la messa in sicurezza del terzo lotto del Bisagno – annuncia Toti – il fatto che la gara sia stata effettuata con l’offerta economicamente più vantaggiosa e non il massimo ribasso è stato un vantaggio. Stiamo parlando con l’azienda e con i sindacati sui tempi e i modi».

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