Funivie spa (gruppo Ascheri) chiude bilancio 2016 con ricavi per 11,4 milioni, una perdita di 1 milione circa e un Ebitda ancora negativo. «Seppure in sensibile miglioramento rispetto al precedente esercizio, dove pesavano gli accantonamenti per il piano concordatario di Italiana Coke − dichiara l’amministratore delegato Paolo Cervetti − la società perde ancora, sia per il naturale decremento del contributo del ministero dei Trasporti, sia per i quantitativi spostati, ancora al di sotto delle potenzialità del sistema. Le rinfuse nere trasportate dall’infrastruttura, circa 620 mila tonnellate nel 2016, si sono ridotte di quasi 170 mila tonnellate a causa della crisi del settore, anche se i quantitativi movimentati per Italiana Coke sono rimasti costanti. Funivie è un servizio pubblico e insieme a Tafs (Terminal alti fondali Savona) ha caratteristiche operative e ambientali uniche in Europa. Ha tuttavia un costo fisso di gestione difficilmente comprimibile e la convenzione ministeriale del 2007, basata su prospettive di crescita rilevanti, appare oggi datata: allora davano in grande progressione il mondo del carbone e i suoi comparti di riferimento, energia e cemento, mentre la situazione odierna è fortemente mutata».

Nel corso dell’assemblea di bilancio Cervetti ha informato che per Funivie si è risolto il contenzioso relativo all’appalto di costruzione della copertura dei parchi carbone di Bragno. Per ridare avvio ai lavori nella primavera del 2017 la società sta rimodulando il supporto finanziario che il gruppo Carige aveva a suo tempo strutturato ed effettuando le pratiche amministrative necessarie in piena collaborazione con il ministero dei Trasporti e l’amministrazione di Cairo Montenotte.

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