L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato il monitoraggio della spesa farmaceutica nei primi 8 mesi del 2016. Non si tratta di buone notizie, il deficit nazionale rischia di essere molto alto, facendo saltare tutti i calcoli per l’equilibrio del sistema.
La Liguria è una delle Regioni in cui il calo percentuale della spesa convenzionata netta è stato il quinto in Italia: -4,8%, tradotto in denaro un calo di 6.970.393 rispetto al 2015 (da 146.263.657 a 139.293.265 euro). Tuttavia è una delle poche buone notizie.
A livello nazionale (e anche in Liguria) però sale la compartecipazione dei cittadini al costo dei farmaci, arrivando a 1,028 miliardi (+1,3%), per la Liguria si tratta di 29.182.665 (+1,9%). Di questi, oltre 16,7 milioni sono per la quota di differenza di prezzo tra generico e “marchiato” (+2,7% rispetto al 2015) e la restante parte (12,4 milioni, +0,9%) come ticket fisso sulla ricetta, che è stabilito a livello regionale.
A livello nazionale le variazioni sono state rispettivamente di +1,3% e -1,6%. Sono alte le percentuali di incremento della quota di compartecipazione sul prezzo di riferimento: in Italia è del 66,2%, in Liguria del 57,3%, ma in alcune Regioni è arrivata al 100%.
Cala il numero di ricette: da oltre 10,6 milioni del gennaio-agosto 2015 si è passati ai 10,3 milioni dello stesso periodo 2016 (-2,6%), un calo maggiore rispetto alla media nazionale (-2%).
In lieve diminuzione (la Liguria è una delle sei regioni in variazione negativa) l’andamento dei consumi anche per quanto riguarda le “dosi definite giornaliere” dei farmaci di fascia A (ossia la dose media di un farmaco assunta giornalmente da un paziente adulto, con riferimento all’indicazione terapeutica principale del farmaco stesso): -0,2%: da 424,8 milioni a 424 milioni.
Si impenna invece (come nel resto d’Italia): la spesa per la distribuzione diretta di fascia A: da 81 a 101 milioni (+25,4%), con un incremento nazionale del 23,1%, ma il dato è “drogato” dal fatto di non aver escluso dalla spesa le risorse stanziate con il fondo per i medicinali innovativi.
La spesa territoriale, tra farmacie e distribuzione diretta (qui senza farmaci innovativi) in Italia è di 8.806 milioni di euro, sforando il tetto programmato di oltre 413 milioni. La Liguria in questo caso è nelle Regioni virtuose: rispetta il tetto di spesa dell’11,35% sul totale del fondo sanitario, essendo a quota 11,09% con 230,1 milioni (-5,4 milioni come scostamento assoluto dal tetto).
Solo la Provincia di Trento rientra nel rispetto del tetto del 3,5% della spesa ospedaliera: in Italia si è al 5,1%, con un totale di 3.995 milioni, superando il tetto di ben 1.271 milioni di euro (il 47% in più rispetto a quanto programmato). La Liguria è al 5,4% con 117 milioni e uno scostamento di 41,3.
Unendo la spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera per vedere chi rispetta il tetto di spesa del 14,85% per Regione, sono solo Valle D’Aosta e le Province di Trento e Bolzano a essere nei limiti: la media italiana è del 17,1%, la Liguria arriva al 16,6%: 347,8 milioni (+35,9 milioni).

 

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