Poche polemiche e rimboccarsi le maniche. È stata questa la reazione dei commercianti di Savona alla notizia che quest’anno il Comune non si prenderà la briga di organizzare l’ormai tradizionale Capodanno in Darsena.

I titolari dei locali Insonnia, Ceci e Grano, Delizie del Mediterraneo, il Pescatore, Donna ricorda, Santa Lucia Café e altri si sono detti disposti a mettere in piedi una festa autogestita. Purtroppo il tempo stringe e i fondi a disposizione scarseggiano.

«Lo scorso anno la spesa ha raggiunto i 70 mila euro – ha fatto notare Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona – Inaccettabile in un momento in cui abbiamo imposto tagli a tutte le realtà». Una decisione che però rischia di svuotare la città, con i savonesi alla ricerca di altre piazze dove festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

Ai commercianti dovrebbero bastarne 18-20 mila per mettere in piedi una serata di musica e animazione in Darsena. Forse troppi. Ma, se l’impresa riuscisse, potrebbe rivelarsi una formula nuova, autonoma e vincente.

«Come associazione non abbiamo i soldi per un evento simile – ha commentato Fabrizio Cupis, presidente della sezione savonese di Ascom – ma possiamo dare una mano per le questioni organizzative e burocratiche». Ricorda Elisa Di Padova, ex assessore alla Cultura e ora consigliera comunale di opposizione: «Negli anni precedenti almeno il 50 per cento dell’ammontare veniva coperto con sponsorizzazioni».

Per questo Capodanno 2016 la città di Savona dice addio, dopo 18 edizioni, anche al tradizionale concerto dell’Orchestra Sinfonica del 30 dicembre al teatro comunale Chiabrera. Il motivo è, nuovamente, l’azzeramento del contributo da parte del Comune. La Sinfonica lo ha fatto sapere ai savonesi che per primi avevano richiesto di prenotare un posto in sala.

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