Conto alla rovescia per la rimozione delle slot machine da bar e tabaccherie nei pressi di scuole, chiese, centri sportivi e di aggregazione dei giovani.

È quanto richiesto dalla legge regionale che avrà efficacia a partire dal prossimo 2 maggio 2017. Fino a oggi la regola era valida solo per le nuove aperture. Allo scadere dei cinque anni dalla sua entrata in vigore (la legge è del 2012) scatta però il divieto assoluto.

Ritorna così attuale il dibattito sul gioco d’azzardo. L’Asl savonese denuncia l’aumento del 25% delle persone in cura per dipendenza (sono quasi settanta in cura al Sert, il dipartimento di salute mentale e dipendenze).

«È evidente che gli incassi che ne derivano possono aiutare, in questo momento di crisi, alcuni nostri associati – ammette Giancarlo Cerisola, di Confesercenti Savona – Noi siamo però consapevoli di tutti i problemi che possono causare e, come associazione, siamo favorevoli al divieto».

La scorsa giunta, guidata da Federico Berruti, aveva già imposto l’accensione delle slot machine cittadine solo nelle fasce orarie 9-12 e 18-23. Ora il loro numero potrebbe essere destinato a scendere, dopo anni di costante aumento. Secondo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in provincia di Savona le slot machine sono quasi 2 mila e duecento: sono 550 solo nel Comune capoluogo. Il giro di affari savonese è vicino ai 22 milioni di euro al mese.

«A fianco di un’opera sanzionatoria e di repressione del fenomeno, senza criminalizzare la figura dei tabaccai – ha detto il sindaco Ilaria Caprioglio – va portata avanti un’attività di sensibilizzazione anche sul gioco online, cui si può accedere facilmente tramite smartphone e internet, che riguarda da vicino anche i più giovani».

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