A Genova un ristoratore paga 7.390 euro di Tari all’anno contro i 5.200 della media nazionale. Una tariffa salatissima che vale il quarto posto in Italia dopo Venezia, Roma e Napoli. Lo rileva il rapporto dell’osservatorio tariffe della Liguria presentato in Camera di Commercio di Genova, che si è concentrato sui costi delle bollette di acqua e rifiuti. L’analisi è stata effettuata grazie al portale Tasp (Tariffe servizi pubblici), in base a cui chiunque può calcolare il costo della bolletta nel proprio Comune e confrontarlo con quello di altri enti locali, ma anche vedere quali sono le agevolazioni e scoprire la qualità del servizio.

Va meglio, per esempio, per chi ha una ristorante a Rapallo (2.300 euro), Sestri Levante (2.200) e Cogorno (1980 euro). Oltre 4 mila euro la tariffa negli altri capoluoghi di Provincia: 4.420 a Imperia, 4.340 a Savona e 4.260 alla Spezia.

Sulle altre categorie Ref Ricerche, che cura l’osservatorio, evidenzia come ci sia una grande variabilità tra tipologia di impresa e Comune di residenza. Per esempio a parità di consumi sui rifiuti, conviene investire in un albergo a Imperia (5.049 euro all’anno) piuttosto che alla Spezia (10.291 euro), idem per le industrie alimentari (25.940 euro alla Spezia, 11.246 a Imperia). Fare il parrucchiere conviene più a Savona, guardando la tariffa sui rifiuti: 548 euro all’anno contro i 727 alla Spezia.

«Bollette così alte e variabili – dice Fulvio Bersanetti di Ref – non sono giustificate dalla qualità del servizio. Considerando che i prezzi al consumo si sono mossi pochissimo negli ultimi cinque anni, tanto da far temere la deflazione, il confronto con acqua è rifiuti è impietoso: in Italia dal 2010 il servizio idrico è aumentato del 55%, in Liguria del 39%, i rifiuti rispettivamente del 26,3% e del 29,1%, mentre i prezzi al consumo appunto sono saliti dell’8,6% in Italia e del 9,2% in Liguria».

«Ogni anno ci rendiamo conto di queste tariffe così alte – denuncia Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio – eppure nulla cambia, forse non siamo abbastanza bravi a fare in modo che le amministrazioni possano pensare di correggerle. Il portale consente a 100 categorie di accedere e qualcuno sicuramente si farà del nervoso, visto che a volte il rapporto è di sette a uno». Caviglia è particolarmente arrabbiato: «Capisco gli investimenti necessari per esempio sulla rete idrica, ma noi li stiamo pagando da anni, milioni di euro, dove sono andati a finire?». Bersanetti però segnala una lieve inversione di tendenza rispetto agli anni passati.

Per quanto riguarda l’acqua potabile, la Liguria è spaccata in due. Per le famiglie genovesi e spezzine la bolletta è più alta della media nazionale, anche se si seguono i criteri dell’Aeegsi, l’Autorità per l’Energia elettrica il gas e il servizio idrico. A Imperia e Savona la bolletta è inferiore alla media nazionale, ma in questo caso l’adeguamento deve ancora partire.

Nel caso di un albergo, a parità di consumi, si può spendere da 4.260 a 39.970 euro di acqua, il ristorante varia da 997 a 8.237 euro.

 

 

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