Paolo Ravà, 51 anni, è il nuovo presidente dell’Ordine dei commercialisti di Genova. Ha vinto le elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine battendo Marcello Pollio. Gli aventi diritto al voto erano 1.100.

A Ravà faceva capo la lista “Uniti per la professione”, mentre alla testa della lista “Professionisti sempre e ovunque” era Marcello Pollio.

Nel suo programma Ravà intende dedicare particolare attenzione ai colleghi più giovani, che intraprenderanno o che hanno da poco intrapreso la professione creando anche con l’aiuto dell’Unione giovani dottori commercialisti, occasioni di crescita professionale. Alla commissione praticanti verrà attribuita anche la funzione di rapporto con i colleghi under 40 anni. Verrà chiesto al Tribunale di Genova di nominare, in affiancamento ai professionisti nominati nell’ambito delle procedure concorsuali, un coadiutore da scegliere tra i colleghi under 40 che avranno manifestato l’intenzione di formarsi “sul campo” in questo specifico ambito dell’attività professionale.

Per Ravà va anche coltivato il rapporto con l’Università: «Fondamentale per la crescita della nostra professione. Oggi il nostro è un mestiere percepito con grandi barriere all’entrata e con scarse possibilità di ottenere soddisfazioni e per questo i giovani se ne stanno allontanando, vorremmo trasmettere messaggi diversi e più aderenti alla realtà».

La lotta all’abusivismo e una migliore comunicazione per valorizzare l’immagine della professione sono altri punti del programma, che non dimentica l’importanza della formazione: «Vogliamo favorire lo sviluppo della Scuola di Alta Formazione Tosco- Ligure e sensibilizzare gli iscritti alla crescita professione anche attraverso la specializzazione». Attraverso Filse, la finanziaria regionale, o enti similari, la lista Uniti per la professione intende ottenere fondi comunitari per l’innovazione tecnologica, per la crescita dimensionale degli studi o per la nascita di reti per l’attività di servizi. «Promuoveremo anche iniziative per rafforzare il nostro ruolo e le nostre competenze nel settore delle start-up innovative e nelle imprese sociali anche alla luce della riforma del Terzo Settore».

Consolidare il rapporto con enti pubblici e l’Agenzia delle Entrate è un altro punto messo in evidenza dai candidati.

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