Bilancio positivo per le imprese liguri giovanili, femminili e straniere nella terza parte dell’anno. Secondo lo studio diffuso da Unioncamere Liguria, sulla base di dati Infocamere, il saldo tra aperture e chiusure è appannaggio delle prime, ma il panorama si fa più altalenante se si confrontano i dati del 2015.

Le imprese “under 35” chiudono l’estate con un bilancio positivo pari a 334 unità (ma sono 5 in meno rispetto allo stesso periodo del 2015), le imprese femminili registrano un saldo pari a 43 unità (erano 20 l’anno scorso), un andamento in costante crescita dal 2013 ma in ritardo rispetto alle altre tipologie, e le imprese straniere un saldo di 134 unità, quasi dimezzato rispetto al 2015.

Simile lo scenario se si esaminano i dati da inizio anno per le imprese giovanili e straniere, mentre per le imprese femminili si registra un bilancio negativo. Le imprese giovanili sono circa 14 mila e rappresentano l’8,4 del totale delle imprese: nei primi 9 mesi del 2016 gli under 35 hanno creato 2 mila imprese, quasi 8 al giorno, mentre circa 1.000 hanno chiuso i battenti; le imprese femminili sono quasi 36 mila (22% del totale), ne sono nate poco più di 2 mila e ne sono cessate 2.200; infine per le imprese straniere, circa 20 mila (12,1% del totale), si sono registrate circa 1.500 aperture a fronte di poco più di mille chiusure. Nel panorama nazionale, la Liguria si riconferma al secondo posto per tasso di imprenditorialità straniera subito dopo la Toscana. Per quanto riguarda invece le imprese “rosa” e quelle giovanili si colloca nella parte più bassa della classifica (15esimo posto).

L’analisi delle attività svolte mostra che le imprese giovanili, femminili e straniere si concentrano in gran parte nei settori tradizionali, con un’apertura verso quelli ad alto valore aggiunto. I comparti in cui i giovani preferiscono cimentarsi, commercio e costruzioni (rispettivamente incidenti per il 26% e 24,5% sul totale delle attività), registrano una contrazione rispetto allo stesso trimestre del 2015 (-2,2% per le attività commerciali, -3,4% per l’edilizia).

Oltre il 40% delle imprese femminili si concentra nelle attività commerciali (in flessione del 2,1%) e nelle attività turistiche (+1,5%). Per quanto riguarda, infine, l’imprenditoria straniera il settore prevalentemente scelto per avviare un’attività è quello delle costruzioni, quasi il 40% sul totale, seguito dal commercio (31,8%): per entrambi i comparti le registrazioni sono aumentate, rispettivamente dello 0,7% e del 3,8%. Tra le persone registrate di nazionalità straniera la comunità più numerosa resta quella albanese (il 14,3% degli stranieri), seguita da quella marocchina (12,9%) e rumena (7,8%). Gli addetti (riferiti al secondo trimestre 2016) delle imprese giovanili, si riducono ulteriormente del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, e ammontano a 21.529 unità (rappresentano il 4,9% del totale degli addetti).

In lieve ripresa gli addetti delle imprese femminili, +0,2%,: a giugno 2016 se ne contano 75.014 e rappresentano il 17% del totale degli addetti. Le imprese straniere sono le uniche che, nell’arco di tempo considerato, continuano gradualmente a veder crescere il numero di addetti: tra giugno 2015 e 2016 sono cresciuti del 4,9% raggiungendo quota 28.276 (il 6,4% del totale degli addetti).

Guardando il dettaglio, negli ultimi 6 anni il saldo delle imprese giovanili nel trimestre estivo risulta positivo in tutte e quattro le province liguri, ma mentre Savona e La Spezia hanno registrato un bilancio più positivo nell’ultimo anno, per Genova e Imperia si segnala un trend in graduale discesa.

Se si analizza l’incidenza sul totale delle imprese, si rileva che il peso delle “under 35” si è ridotto gradualmente da levante a ponente: è La Spezia la provincia a registrare l’incidenza più alta (quasi il 10% sul totale delle imprese), seguita da Savona (9%), Imperia (8,6%) e per ultima Genova (7,9%). Andamento più “altalenante” per le imprese femminili che, rispetto alle altre tipologie d’impresa, hanno accusato una crisi nel 2013, per poi arrivare nel terzo trimestre 2016 a registrare saldi positivi in tutte e quattro le province.

L’incidenza percentuale sul totale delle imprese resta stabile negli ultimi tre anni in tutta le regione: anche in questo caso il valore più alto viene registrato nell’estremo levante, dove un’impresa su quattro è femminile. Seguono Savona (24,7%), Imperia (23,5%) e Genova (19,9%).

Infine, per quanto riguarda le imprese straniere, si registrano saldi positivi in tutto l’arco di tempo esaminato: tra tutte, solo la provincia della Spezia migliora il bilancio rispetto al 2015, mentre Imperia, dove peraltro è più forte l’incidenza di questa tipologia di imprese, accusa qualche defaillance in più rispetto alle altre province.

A Genova il 30% delle imprese “under 35”sono registrate nel commercio, il 23% nelle costruzioni, il 12% nei servizi alle imprese e il 10% nel turismo. Oltre il 34% delle imprese “rosa” gestisce attività commerciali, il 17% offre servizi alle imprese, il 13% svolge attività legate al turismo. Gli stranieri preferiscono cimentarsi nel commercio (oltre il 37% del totale), seguito a breve distanza dalle costruzioni (34%); un po’ più distaccato il turismo (7%).

A Imperia tra le imprese giovanili primeggia il settore delle costruzioni (31%), seguito dal commercio (20%), dalle attività agricole e dal turismo (entrambi all’11%). Le donne si concentrano nelle attività commerciali (27%), in quelle agricole (21%) e nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (14%). La forte connotazione edile traspare anche dalla scelta delle imprese straniere (oltre il 48%); seguono distanziate le attività commerciali (21%) e quelle turistiche (7%).

Savona concentra il 27% delle imprese giovanili nel settore edile, il 22% nel commercio, il 14% nelle attività turistiche e il 9% nei servizi alle imprese. Le imprese femminili prevalgono nelle attività commerciali (27%), nel turismo (18%) e nell’agricoltura (15%). Le costruzioni rappresentano quasi la metà delle attività imprenditoriali degli stranieri, seguite dal commercio (24%) e dal turismo (10%).

Infine alla Spezia torna tra i giovani la supremazia del commercio (25%), seguito dal comparto delle costruzioni (20%), dal turismo (16%) e dai servizi alle imprese (9%). Anche per le imprese femminili è il commercio il settore predominante (30%); scende al 17% la concentrazione di imprese “rosa” nel turismo e al 10% nelle altre attività di servizi, in particolare nei servizi di parrucchiera. Forte anche nel levante la presenza di imprese straniere nel settore edile, il 38%; segue il commercio (33%) e molto distanziato il turismo (8%).

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