Peter Sand, capo analista Shipping del Bimco (The Baltic and International Maritime Council), ha affermato che negli ultimi tre mesi l’attività di demolizione di navi portacontenitori ha raggiunto livelli record superando le aspettative basate sulla disastrosa attività di demolizione del 2015. Lo riporta l’Agenda di Confitarma dell’11 novembre.

«Questo impulso – spiega Sand – costituisce una spinta nella giusta direzione, in quanto l’attività di demolizione è una delle misure essenziali e necessarie da adottare per riequilibrare il settore del trasporto marittimo containerizzato. È importante che la demolizione della capacità in eccesso avvenga il più presto possibile, in quanto vi è ancora un rilevante programma di consegne che grava sul settore del trasporto marittimo containerizzato per gli ultimi mesi del 2016 ed anche nel 2017-2018. Comunque l’elevata attività di demolizione sta rallentando il tasso di crescita dell’offerta netta di capacità di trasporto marittimo containerizzato e, se proseguirà, renderà meno cupe le previsioni per gli anni a venire».

Secondo Bimco, dall’inizio del 2016 sono state demolite portacontainer per una capacità di stiva pari complessivamente a 500.000 teu, (4,2 volte in più rispetto al corrispondente eriodo del 2015). In particolare, le portacontainer Panamax rappresentano, in termini di teu, il 47% del totale del volume delle demolizioni attuate nel 2016; il 30% è costituito da unità con capacità tra 1.000 e 3.000 teu e il 23% da navi feeder.

Inoltre, accanto all’elevato livello di demolizioni Bimco registra il più basso livello di ordini per la costruzione di nuove portacontainer degli ultimi vent’anni con contratti che nei primi otto mesi del 2016 sono risultati, in termini di tslc ordinate, inferiori dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2015.

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