Le imprese che investiranno (o che hanno già investito quest’anno) avranno presto l’opportunità di ricevere fino a 200 mila euro di contributi a fondo perduto.

Apre tra poco meno di un mese il bando Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”, relativo all’azione 3.1.1 del Por 2014/2020: «Sarà possibile presentare le domande dal 5 al 15 dicembre 2016, esclusivamente per via telematica – precisa Elsie Fusco, amministratore della società Tim 10 srl e dottore commercialista genovese – L’accesso ai contributi sarà effettuato in base all’ordine di presentazione delle richieste di agevolazione».

La misura è destinata alle micro, piccole e medie imprese in forma singola o associata (cooperativa o consortile), ma anche ai professionisti (studi medici, studi dentistici, studi legali, commercialisti, ingegneri, eccetera). Sono ammesse tutte le attività artigianali, industriali, commerciali e di servizi, mentre restano escluse le attività ricettive e del commercio all’ingrosso.

«Tutte le imprese interessate – spiega Fusco – potranno presentare domanda di agevolazione per investimenti ancora da realizzare o già intrapresi dal 1 gennaio 2016». Si tratta di spese per l’acquisto di impianti produttivi, macchinari e attrezzature, nuovi di fabbrica, e mezzi mobili strettamente connessi al ciclo produttivo (sono esclusi comunque i veicoli per le imprese che esercitano attività di trasporto di merci su strada per conto terzi). Possono essere finanziate anche spese relative a opere murarie e assimilate, per esempio l’adeguamento degli immobili destinati all’attività per rispondere ai cambiamenti introdotti nelle linee di produzione o per elevarne gli standard di compatibilità ambientale o produttiva. Rientra nell’agevolazione anche l’acquisizione di brevetti, licenze, programmi informatici.

Per l’acquisto di beni usati o rigenerati, gli acquisti effettuati tramite locazione finanziaria, le spese sostenute per l’adempimento di obblighi di legge (regionali, statali e comunitarie) e per l’importo dell’Iva non è invece previsto alcun tipo di agevolazione.

L’investimento ammissibile agevolabile non può essere inferiore a determinati valori: «Si tratta di 25 mila euro per le micro e piccole imprese e di 50 mila euro per le medie imprese», specifica Elsie Fusco.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto nella misura del 30% della spesa ammissibile per le micro imprese. Per le piccole e le medie imprese la percentuale scende, rispettivamente, al 20% e al 10%. In ogni caso, l’importo massimo del contributo concedibile non può superare i 200 mila euro.

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