Silvano Montaldo (nella foto di apertura), assessore al Bilancio del Comune di Savona, ha presentato in giunta il piano di tagli e rincari per ripianare i conti disastrati dell’ente. Si tratta di una manovra che, se andasse in porto, dovrebbe portare circa un milione di euro in più all’anno nelle casse comunali.

Gran parte della manovra, più della metà, sarà garantita dal taglio dell’esenzione all’addizionale comunale sull’Irpef, che fino a oggi era prevista per i redditi inferiori ai 15 mila euro. Una strategia che andrà a toccare soprattutto i redditi delle fasce deboli della cittadinanza, che si vedranno trattenere fino a 120 euro in più a testa (ovvero lo 0,8 per cento di 15 mila), per un totale di circa 600 mila euro.

Sulla Tari sarà cancellata la detrazione di 80 euro prima prevista per le abitazioni di lusso. Nessuna stangata invece per le prime case, mentre aumenteranno dall’8,6 al 10,6 per mille le aliquote per le abitazioni di mutuo soccorso e di proprietà dell’Arte, l’agenzia regionale che si occupa di edilizia popolare.

Una decisione che lo stesso Montaldo definisce “gravosa”, pur sottolineando che «vengono lasciate sostanzialmente invariate le aliquote di Imu, Tasi e addizionale Irpef, anche se vengono eliminate alcune agevolazioni oggi in vigore».

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