Dopo il grande successo di pubblico del convegno sull’Art Bonus che si è svolto mercoledì scorso a Palazzo Tursi, il Comune di Genova organizza un secondo momento di approfondimento.

Il 15 e 16 novembre è in programma “Forget Heritage – nuovi modelli di gestione del patrimonio culturale”, un secondo appuntamento per fare il punto su questa innovativa forma di mecenatismo e passare in rassegna la realtà genovese inserendola in un contesto più ampio di cultura sostenibile. «Tutelare e valorizzare il patrimonio artistico pubblico in un contesto di risorse economiche scarse – sottolinea l’assessore alla Cultura e Turismo Carla Sibilla – è la sfida aperta che siamo chiamati ad affrontare. Il Comune ha avviato una riflessione con le imprese e la cittadinanza per consolidare la collaborazione pubblico privato e fare sistema. Un percorso già iniziato con più di 2 milioni raccolti a Genova sui 2,15 milioni raccolti in Liguria da 16 imprese e alcuni cittadini, con donazione massima di 480 mila euro e minima di 250 euro. Nove i progetti già finanziati e sette le nuove proposte presentate dall’amministrazione».

L’Art Bonus rappresenta un’autentica rivoluzione nell’ambito della cultura introducendo strumenti concreti e operativi: è detraibile il 65% delle erogazioni liberali che le singole persone e le imprese faranno in favore di beni culturali pubblici.

Il convegno che si è svolto a Palazzo Tursi è stato l’occasione di un’importante vetrina dei nuovi progetti che la civica amministrazione intende proporre all’interesse dei privati che vogliono legare il loro nome al patrimonio artistico della città: dal Polo delle Arti Visive al sostegno delle attività dei Musei di Nervi e del Museo di Arte Orientale E. Chiossone, dal restauro delle meridiane di Castello D’Albertis alle bandiere ai fazzoletti storici del Museo del Risorgimento.

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