Tipica accoglienza ligure o sacrosanta richiesta da parte del gestore?

L’intera città di Savona sta discutendo sulla scelta del titolare di un popolare bar del centro storico: far pagare un euro l’utilizzo del bagno al cliente che non consuma. Una scelta dettata dal fatto che, ogni anno di più, le vie del Quadrilatero ottocentesco sono popolate di turisti mordi e fuggi, provenienti dalla crociere Costa. E non tutti si comporterebbero con la dovuta educazione.

A scanso di equivoci, sulla porta del Wc è comparso persino un cartello, con tanto di traduzione in inglese.

«La mia è stata una provocazione – ha commentato Marco Casarino, titolare del bar di piazza Sisto IV, di fronte al Municipio – ma anche il modo per scremare i visitatori: chi usa il bagno, se non prende un caffè, deve versare un euro, con regolare rilascio dello scontrino. Purtroppo la maleducazione delle persone non ha limiti e io sono stufo di dover riparare i danni a gratis».

L’iniziativa non è però stata gradita da una famiglia di crocieristi che, dopo aver vissuto la situazione in prima persona, l’ha raccontata al sito “Liguritutti” scatenando la rabbia e l’ironia dei turisti.

Ma è giusto che siano i bar a sopperire alla mancanza di gabinetti pubblici nel centro cittadino di Savona? Secondo molti esercenti no. La polizia municipale sostiene che rischi di sanzione non ce ne siano. Ma un monito arriva da Fabrizio Cupis, presidente della sezione locale di Confcommercio. «Stiamo cercando – ha detto – di cambiare una mentalità che ci rende schiavi Non sono d’accordo con chi fa pagare per usufruire del bagno».

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