Polemiche tra opposizione e maggioranza all’apertura del consiglio regionale dopo la pausa di agosto.

L’assessore Giacomo Giampedrone non c’è e non ha lasciato le deleghe ad altri per la risposta a 13 interrogazioni. Il Movimento Cinque Stelle protesta perché è impedita la trattazione di temi che lo riguardano, “ai quali è tenuto a rispondere per rispetto dei lavori d’aula e della cittadinanza che aspetta risposte”, si legge in una nota del gruppo.

Ma non finisce qui. Di fronte alla richiesta di fare una breve sospensione per permettere alla giunta di contattare Giampedrone e ottenere le deleghe, la vicepresidente della giunta Sonia Viale oppone un netto rifiuto, dicendo che ci si può accontentare delle risposte scritte.

Secondo il Movimento Cinque Stelle è stata zittita la minoranza su temi cruciali per la Regione, come il dissesto idrogeologico mostrando poco rispetto per la democrazia e l’istituzione che rappresentano.

«Giunta regionale a ruote sgonfie – polemizza anche il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – una situazione imbarazzante: Toti e Giampedrone, assenti per motivi istituzionali, si dimenticano di designare i colleghi delegati a rispondere alle interrogazioni che li riguardano. Decurtato pesantemente l’ordine del giorno del Consiglio, senza giustificazioni plausibili. Per una giunta che a inizio legislatura dichiarava che avrebbe lavorato anche a Natale, Capodanno e Ferragosto, quella di oggi è una vicenda che scade nel ridicolo. Forse nella testa di qualcuno le vacanze non sono
ancora finite».

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