Novanta – cento milioni di euro spendono i turisti congressuali sul territorio genovese in un anno, oltre il 22% del fatturato turistico cittadino. È quanto risulta da un’analisi del professor Gianmarco Ugolini dell’Università genovese contenuta in un articolo di Genova Impresa (il periodico di Confindustria Genova), numero luglio / agosto 2016.

Riportiamo l’articolo integralmente.

Negli ultimi anni si è affermato e diffuso il concetto che il turismo sia caratterizzato essenzialmente da una motivazione.

C’è sempre un perché che porta le persone a mettersi in viaggio e soprattutto c’è un motivo, una ragione legata alla voglia di scoprire, alla ricerca di qualcosa di diverso o semplicemente al relax e – perché no – alle tante motivazioni legate al lavoro ed al business.

Uno dei filoni turistici che Genova ha sviluppato e fatto crescere negli anni è indubbiamente

quello legato al settore dei congressi, a tutto ciò che ruota intorno al mondo di ciò che viene ormai comunemente definito “Meeting Industry”.

Una conferma ci viene data dalla recente “Analisi Statistica 2015” della meeting industry genovese, sviluppata da Gianmarco Ugolini dell’Università di Genova con la collaborazione di Stefania Mangano. Il lavoro, commissionato da Convention Bureau Genova – il consorzio degli operatori congressuali genovesi che riunisce quaranta delle principali aziende del settore e opera dal 1998 – in collaborazione con il Comune di Genova, ci dà uno spaccato interessante e del settore e del suo “peso” nell’economia della città seguendo il “filo rosso” di un’elaborazione che prende le mosse da una ricerca svolta dalla sezione Turismo di Confindustria Genova nel 2008.

L’analisi, condotta su un campione delle strutture alberghiere e congressuali della città, conferma una ripresa del segmento caratterizzata da un aumento del numero di eventi congressuali a Genova pari al 13,1% (in Italia, nel 2015, +11,5%, dati Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi).

I primi dati del 2016 elaborati da CBGenova danno poi un aumento anche negli eventi del primo quadrimestre dell’anno in corso, confermando cosi una tendenza positiva che va consolidandosi.

Diverso è il discorso sul numero di partecipanti alle manifestazioni che segnano un calo per l’anno 2015 (-8%), dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale che risulta invece positivo.

Un altro aspetto che esce confermato dalla ricerca è la periodicità degli eventi che hanno una loro “stagionalità”, con punte in maggio/giugno e settembre/ottobre, ma che, grazie anche al lavoro fatto dagli operatori in collaborazione con il Comune di Genova, stanno crescendo anche nei primi mesi dell’anno (+ 8,5% nel 1º trimestre), con particolare riferimento agli eventi di tipo “corporate” (convention, meeting aziendali, riunioni ecc.).

È indubbio però, come ha detto il prof. Ugolini nella presentazione dell’Analisi tenutasi a Villa Chiossone il 20 luglio scorso, a cui ha presenziato anche l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla, che il segmento abbia raggiunto una sua decisa maturità e consistenza nell’economia cittadina. Incrociando i dati dei partecipanti con quelli delle presenze e della spesa media del turista che viaggia per partecipare a congressi, si ottiene un dato tra i 90 e i 100 milioni di euro quale ricaduta economica sul territorio. Considerando che il fatturato turistico della città è stimato intorno ai 400 milioni di euro emerge facilmente che il congressuale rappresenta un volume pari a oltre il 22% del fatturato turistico genovese! Proprio su questo tema che può essere importante sia per gli operatori, al fine di mirare con attenzione i propri investimenti, sia per le istituzioni nel momento in cui devono operare scelte e prendere decisioni sul futuro della città e delle sue strutture, CBGenova approfondirà e aggiornerà la ricerca nei prossimi mesi.

«Un esempio dell’importanza di avere dati certi e significativi per operare scelte anche in senso strutturale – dice il presidente di CBGenova Riccardo Esposto – ci arriva in questi giorni da Roma: viene stimato che il completamento del nuovo centro congressi – la cosiddetta “Nuvola” dell’archistar Fuksas con oltre 8000 posti, costata circa 300 milioni di euro – possa portare dai 300 ai 400 milioni di ricaduta economica annua a Roma!

Forse, quando nell’ormai lontano 1992 venne inaugurato il Centro Congressi dei Magazzini del Cotone – che rimane uno dei più apprezzati Centri Congressi nazionali – pochi immaginavano veramente che quella struttura, insieme alle altre della nostra filiera (hotel, palazzi storici ecc.), avrebbe rappresentato uno dei motori economici della nuova Genova!»

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