“Diventa operativo dal giorno 11 di agosto – sottolinea una nota di Confagricoltura Liguria – il bando del Psr 2014-2020 che concede gli aiuti per il ripristino dei ‘muretti a secco’ tipici del paesaggio ligure”.

Possono essere finanziati, oltre agli interventi per il ripristino dei “muretti a secco” tradizionali per il sostegno di terreni in pendio; anche la costituzione di siepi, cespugli, alberi per ricovero o nidificazione di specie selvatiche; la realizzazione o recupero di piccoli invasi per fauna e flora selvatica e le recinzioni per specie (vedere la direttiva 92/43) o la realizzazione di punti di osservazione in parchi, aree connessione ecologica, aree rete natura 2000.

«Possono beneficiare dei contributi – precisa Renato Oldoini, presidente ligure di Confagricoltura – le imprese agricole singole o associate, gli enti pubblici, anche in forma associata, i proprietari e i gestori dei terreni, i partenariati misti fra enti pubblici e i soggetti privati titolari dei terreni».

Una grande opportunità per recuperare un patrimonio non solo agricolo e paesaggistico, ma anche di vitale importanza per il mantenimento del territorio e l’abbattimento del rischio idrogeologico fortemente connesso con l’abbandono dei terrazzamenti e di queste magnifiche strutture di ingegneria naturalistica da centinaia di anni tipiche della terra di Liguria.

Il campo di applicazione del bando è tutto il territorio della Regione Liguria. Il finanziamento della misura è pari a 4 milioni di euro.

Le domande possono essere presentate esclusivamente con modalità informatica tramite un centro di assistenza tecnica fino al 30 settembre 2016.

«Il sostegno per il ripristino dei muretti a secco – precisa Confagricoltura Liguria – non può essere richiesto per una quantità superiore a 200 metri quadrati per domanda ed è quantificato in 105 euro a metro quadrato di muro effettivamente ripristinato, pari al 100 per cento del costo standard. Il ripristino del muretto a secco crollato deve essere eseguito mantenendo le stesse caratteristiche originarie, con l’uso di materiali e secondo forme e tipologie costruttive tradizionali (niente cemento, ad esempio). Non possono essere concessi aiuti per importi inferiori a duemila euro. Le domande devono essere presentate prima dell’avvio degli investimenti».

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