Istituzioni e Ucina fanno quadrato per difendere il Salone Nautico di Genova e l’associazione che rappresenta il settore in Confindustria (è stata preferita a Nautica Italiana dopo aver valutato la rappresentatività e il peso di entrambe) lancia una newco che tra un paio d’anni diventerà l’organizzatore di questo (e di altri) eventi legati alla nautica e che potrà godere di finanziamenti anche dalla stessa Regione attraverso Filse.

Carla Demaria
Carla Demaria

Una società che, lo ha detto espressamente Carla Demaria, presidente di Ucina, è aperta anche ai membri stessi di Nautica Italiana. «Un passo indietro da parte dei Saloni Nautici, che sono stati fondamentali nell’organizzare il Salone nell’ultimo biennio, nell’ottica di essere motore di sviluppo del settore, non solo per gli iscritti».

L’edizione numero 62 del Salone Nautico di Genova intanto anticipa di una settimana: sarà dal 20 al 25 settembre. «Monaco ha deciso di posticipare dal 28 settembre al primo ottobre – spiega Demaria – perché essendo specializzato sui superyacht che al 90% sono in charter, allungare la stagione di una settimana vale milioni per chi li noleggia. In questo modo speriamo di essere maggiormente favoriti anche dal meteo».

Certo è che in questi mesi si è detto e scritto di tutto sul Salone Nautico genovese: «Un contesto che definire disturbato è un eufemismo – dice Demaria – ma abbiamo lavorato comunque, invece di dire abbiamo fatto, anche se spesso ci siamo sentiti soli e oggi siamo qui per dare buone notizie. I numeri ci supportano, quello dell’anno scorso non è andato per niente male, è ancora lo strumento di cui c’è bisogno. Lo difendo perché oggi non ha un’alternativa che lo superi. Gettarlo sarebbe una follia».

Qualcosa è cambiato rispetto allo scorso aprile, quando alla conferenza stampa di Nautica Italiana, per lanciare la propria proposta di Salone, erano presenti Emanuele Piazza (assessore comunale allo Sviluppo economico) ed Edoardo Rixi (stessa delega in Regione Liguria). A rappresentare le istituzioni oggi c’erano Giovanni Toti, il governatore ligure, Carla Sibilla, assessore comunale alla Cultura e al Turismo e Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova.

Intanto è recente l’abbandono di Confindustria da parte dei membri di Nautica Italiana, per statuto non possono coesistere due associazioni della stessa categoria e i dossier forniti hanno convinto a scegliere Ucina: «Qualitativamente non c’è paragone: sediamo in 33 posti di valore nel mondo come rappresentatività», ribadisce Demaria, che si affida ai numeri per motivare la difesa di un salone come Genova: «Un salone in grado di reggere il crollo che c’è stato dal 2008 al 2014». Prima del 2008 le cose andavano molto bene: la nautica valeva 6,5 miliardi e mezzo, di cui circa la metà restava in Italia, sei anni dopo il valore è crollato a 2,5 miliardi, di cui solo il 2% nel mercato italiano. «Oggi potenziale di ripartenza è enorme – sostiene Demaria – nel 2015 abbiamo registrato un +12% di crescita del comparto, per l’anno nautico 2016 è stato stimato un +7,5%. A valle del 55esimo Salone Nautico c’è stato un aumento di 50 milioni di contratti stipulati, ce lo riferiscono le società di leasing, un +44% in termini di quantità».

Per il presidente Ucina il salone ha retto al crollo del mercato degli ultimi anni. «L’inversione di tendenza ha cominciato a manifestarsi, altri numeri ci confortano: un +26% di crescita del valore medio di contratto stipulato l’anno scorso, in Italia negli ultimi due anni la vendita di motori fuoribordo è cresciuta del 40%». Questa ripresina è supportata dal fatto che il mercato si sta muovendo e al 20 luglio le conferme per il Salone sono già il 20% in più: «Canados, Rossinavi e Tornado Yacht tornano nel 2016 e il 57% degli espositori ha aumentato l’investimento». Anche catamarani e motori fuori bordo stanno trainando il settore, con una crescita a due cifre.

Nonostante le pesanti uscite di cantieri come Perini, Azimut-Benetti, Ferretti e altri “big”, Ucina nell’ultimo mese ha registrato l’ingresso di 20 nuovi soci.

Un’altra certezza è che il Salone è una risorsa per il territorio, l’osservatorio fiere Cermes Bocconi certifica che ogni euro investito ne porta 10 all’indotto.

«Un patrimonio che non si può perdere – sottolinea Toti – ma che occorre modernizzare nei suoi format o ampliare anche fuori da Genova. Bisogna remare nella stessa direzione, la politica lo ha fatto, visto che Regione e Comune stanno lavorando insieme, il mondo produttivo no. Invito tutti a sedersi intorno a un tavolo per mettere a fattor comune gli obiettivi. Il Nautico serve a vendere un prodotto e a far crescere questa città in termini di pil, non consentiremo a nessuno di rompere una continuità cominciata nel 1962. Siamo comunque aperti al contributo di tutti». Toti attacca questo clima di polemiche: «Non è accettabile che un gruppo di imprese che dovrebbe saper fare sistema e massimizzare i soldi che lo Stato investe su di loro, si dilani in egolatrie che poco hanno a che fare con la competitività di mercato».

Anche Odone e Sibilla puntano sulla città che ogni anno è sempre più aperta a ospitare il Salone non solo nell’area della fiera, ma con eventi mirati e aperture commerciali ad hoc.

A Marina Stella, direttore generale di Ucina, il compito di dare i numeri sulla campagna promozionale e la copertura mediatica: «Siamo tra le 30 fiere che rappresentano il made in Italy nel mondo. La campagna media sarà diffusa in 51 testate di 28 Paesi, attendiamo 140 tra giornalisti e operatori di 36 Stati, un +26% rispetto al 2015». Confermati 68 buyer e cantieri nautici e 20 broker legati a Fyba (Florida Yacht Brokers Association)

In programma 86 tra convegni e workshop, 1072 press matching 512 incontri b2b e dealers meeting. Per la prima volta in Italia durante il periodo del Salone, sarà possibile assistere allo spettacolo “Light in the blue deep”.

«Se il 2015 era terminato con 760 espositori e 7 mila prove in mare, il 2016 – annuncia il direttore commerciale Alessandro Campagna – vede un +5% di imbarcazioni esposte e +19% di crescita della misura media delle imbarcazioni esposte. Stessa tendenza per l’entrobordo: +12% di imbarcazioni esposte e +16% di crescita della misura media delle imbarcazioni esposte. C’è già un sold out per i fuori bordo».

Campagna annuncia un palinsesto di 120 eventi su sei giorni: sport nautici, iniziazioni, ma anche una giornata dedicata alla pesca sportiva, un settore che raggruppa due milioni di appassionati che spesso utilizzano imbarcazioni per praticare questo hobby (23 settembre). Sabato 24 torna il premio barca dell’anno, mentre da quest’anno ci sarà anche il riconoscimento all’armatore dell’anno.

«L’anno scorso ci siamo legati alla Volvo Ocean Race – ricorda Demaria – quest’anno ci siamo concentrati su un altro grande evento: siamo partner della candidatura di Roma ai Giochi olimpici 2024. Accoglieremo gli atleti di Rio insieme a quelli delle passate Olimpiadi.

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