Da 500 a un migliaio di veicoli in più a seconda della grandezza del possibile nuovo insediamento commerciale, è il numero stimato di mezzi che transiterebbero nella zona di via Piave-corso Italia-via Rosselli-via Amendola a Genova nelle ore di punta, nel caso si concretizzasse l’ipotesi di un centro commerciale al posto dell’attuale concessionario di auto, come indicato nella nuova programmazione della Regione Liguria.
Sono i risultati dello studio trasportistico commissionato da Ascom Confcommercio Genova alla società milanese Studio Tandem, Mobility & Transport. La preoccupazione dei rappresentanti dei commercianti per una nuova apertura non si è limitata alla concorrenza e al timore di un’ennesima desertificazione territoriale com’è accaduto a Sampierdarena a causa della Fiumara, ma si è concentrata su dati oggettivi e modelli ampiamente sperimentati dal punto di vista della viabilità.
Le preoccupazioni sono fondate: il rischio è di un intasamento non risolvibile neanche cambiando la durata dei semafori, in pratica la rotonda all’imbocco Nord della via sarebbe sempre intasata, stessa cosa per l’imbocco Sud, con i semafori che non consentirebbero di smaltire il flusso di auto.
L’analisi si è concentrata su due fasce orarie di picco previste: il venerdì dalle 18 alle 19 e il sabato dalle 16.30 alle 17.30.
Carlo Caruso, ingegnere dello Studio Tandem, svela come si è arrivati a questa conclusione: «Abbiamo prima valutato lo stato di fatto sia con rilievi manuali alle nove intersezioni dell’area, sia con radar sia con tubi pneumatici in 16 sezioni di strada dall’1 al 5 aprile, riuscendo a suddividere anche la tipologia di veicoli in transito. Abbiamo anche considerato l’impatto del trasporto pubblico». La simulazione del software è stata settata sui conteggi delle manovre di svolta di venerdì primo aprile e sabato 2, una stagione media in cui non c’è neanche la concentrazione di auto che si può trovare d’estate durante il periodo balneare. Tra l’altro è stato anche rilevato che un numero di veicoli tra il 5 e il 13% effettua la manovra vietata di fare l’inversione a U in corso Italia sfruttando il semaforo che consente la svolta a sinistra in via Piave proveniendo da Ponente.
Il venerdì dalle 18 alle 19 sono 5.085 i veicoli circolanti con una velocità media di 26,3 km/h, il sabato dalle 16.30 alle 17.30 sono 4.313 con una velocità di circa 30,1 km/h.
Il calcolo per stimare il traffico indotto è stato fatto su tre ipotesi: una media struttura di vendita di 1.500 mq, e due grandi strutture di 2.500 o 3.500 mq. «Ci siamo basati sulle norme scritte proprio dalla Regione Liguria in materia di disponibilità di posti auto obbligatori – dice Caruso – ma abbiamo anche tenuto in considerazione i clienti che non verrebbero in auto. Immaginando la completa occupazione del parcheggio in base anche al tempo medio di permanenza, abbiamo visto che per il centro da 1500 metri quadrati il traffico indotto di ingressi e uscite sarebbe di 514 veicoli, nel caso della struttura da 2500 il numero arriva a 800, mentre per la struttura più grande si raggiungerebbero le 1.008 auto».
Gli indicatori di performance mostrano altri risultati allarmanti: oggi il 100% dei veicoli entra nella rete stradale perdendo 39,3 secondi il venerdì e 28 il sabato. Considerando le tre ipotesi, quella della struttura più grande sarebbe la peggiore per il traffico: il venerdì poco più della metà dei veicoli riuscirebbero a entrare nella rete, con una velocità media che scenderebbe a 4,3 km/h e un tempo medio perso per veicolo di ben 375,8 secondi. Il sabato la percentuale salirebbe al 63%, con una velocità media di 4,8 km/h e un tempo medio perso per veicolo di 334,9 secondi.
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«Un’analisi puntuale – sottolinea Oscar Cattaneo, vice presidente di Ascom Genova – che evidenzia l’attuale sofferenza della mobilità, prospettando, su base oggettiva, l’aumento del traffico con il nuovo insediamento. A questo si aggiungono le ripercussioni sulla viabilità causate dalla logistica per l’approvvigionamento quotidiano della struttura commerciale. Entrando nel merito del disegno di legge relativo alla nuova programmazione commerciale e delle specifiche aree individuate, ritengo che, a fianco alle legittime indicazioni di sostenibilità ambientale, debbano essere considerate le evidenti criticità da un punto di vista della mobilità, della logistica e della viabilità di determinate aree».
«Con tutto il rispetto per Serravalle – aggiunge Alessandro Cavo, presidente Fepag (la Federazione dei pubblici esercizi Ascom-Confcommercio) e vicepresidente vicario Ascom-Confcommercio Genova – corso Italia dovrebbe essere più vicina a una promenade della Costa Azzurra che a un’area per grandi centri commerciali».
Uno studio analogo è in programma per la zona di corso Europa-stadio Carlini, in cui si ipotizza l’apertura di un grande centro no food.
Stato dei fatti venerdì h 18-19

Ipotesi 3, venerdì h 18-19

Stato dei fatti sabato 16.30-17.30

 Simulazione sabato ipotesi 1

 

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