C’è anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a promuovere le no-tax area in Italia alla luce della Brexit. Insieme a Roberto Maroni (Lombardia) e Debora Serracchiani (Friuli Venezia Giulia) lancia Ventimiglia e Genova come zone del Paese dove non si paghino le tasse per favorire l’arrivo di aziende dall’estero.

Toti si era già espresso in tal senso: «L’Europa per cambiare ha bisogno di fatti concreti. Basta chiacchiere e proclami. Invece di inseguire inutili trattative rilanciamo con una proposta seria. L’Italia, frontiera dell’Unione, si è fatta carico, abbondantemente e dolorosamente, a livello sociale ed economico dell’immigrazione. L’Europa autorizzi il nostro Paese a creare una serie di zone franche No Tax Area a Milano, dove trasferire le aziende finanziare coinvolte dalla Brexit, città portuali come Genova e ai confini in zone strategiche come Ventimiglia».
Toti spiega che «questo ci consentirebbe di creare ricchezza e posti di lavoro. Un parziale risarcimento ai molti aiuti promessi e mai arrivati dall’Unione Europea per il ruolo svolto dall’Italia nel dramma dell’immigrazione. Questa sarebbe un vera svolta, questo deve chiedere il governo Renzi, questo sarebbe un primo passo per riavvicinare l’Europa e gli stati membri».

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