Arrivi raddoppiati in città, mentre in provincia l’aumento dei turisti è stato del 57%. È quanto emerge dall’analisi di lungo periodo svolta dalla Camera di commercio di Genova sul capoluogo ligure e il suo territorio e presentata questa mattina in occasione della 14esima giornata dell’economia.

Negli ultimi vent’anni le presenze sono cresciute meno (del 66% nel Comune e del 21% in provincia) per la tendenza generalizzata verso l’accorciamento della vacanza (short break). Ma quel che conta di più è che nel 1995 gli stranieri che arrivavano in provincia di Genova erano meno della metà degli italiani, mentre l’anno scorso c’è stato lo storico sorpasso degli stranieri sugli italiani. «Un dato che Genova ha rilevato già da qualche tempo, ma nel territorio provinciale non si era ancora verificato prima del 2015», spiega Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di commercio di Genova. In particolare, sono cresciuti i francesi, che restano tra le prime cinque nazionalità insieme a Germania, Usa, Svizzera e Regno Unito. Significativa la crescita di russi e cinesi che se nel 1995 rasentavano il 2%, oggi complessivamente rappresentano il 7%. «Anche grazie a una fortissima promozione estera, in particolare nell’ultimo anno: una forte strategia di webmarketing, inviti di operatori e giornalisti – commenta Carla Sibilla, assessore al Turismo del Comune di Genova – un impegno verso mercati extra europei ed europei ha permesso di far fronte a un calo degli italiani». A livello provinciale, la fanno da padroni il capoluogo (53% degli arrivi e 44% delle presenze) e i comuni rivieraschi (44% degli arrivi e 51% delle presenze) mentre l’entroterra resta marginale (3% degli arrivi e 5% delle presenze).

Per quanto riguarda il panorama regionale, nel 2015, secondo i dati della Regione Liguria, gli arrivi e le presenze di turisti nelle strutture ricettive sono cresciuti rispettivamente del 7,9 e del 6,3 per cento, e la durata media del soggiorno si è attestata a 3,3 giornate. I dati dell’Indagine campionaria della Banca d’Italia sul turismo internazionale fanno registrare una crescita della spesa dei turisti stranieri in Liguria del 7 per cento, contro il 3,8 per cento nazionale. La spesa è aumentata per coloro che hanno alloggiato negli alberghi e ha riguardato soprattutto le province di Genova e di Savona. Secondo Eurostat, nel 2014 l’indice netto di occupazione delle camere, che dà conto del grado di utilizzo delle strutture alberghiere, è stato di quasi il 45 per cento, confermandosi inferiore a quello della regione confinante Provence- Alpes-Côte d’Azur (57,4 per cento).

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Genova sta crescendo nella propria identità turistica. Come ricorda Mafalda Papa, presidente Albergatori Ascom-Confcommercio Genova, «anni fa Genova per gli americani era “near by Portofino”. Oggi è Genova e basta». Ma i margini per migliorare sono ancora molti. Proprio gli albergatori ne sanno qualcosa: «Abbiamo un territorio unico per vario, perché ogni angolo della nostra città e della riviera offre qualcosa − commenta Papa − Ma la nostra offerta è incompresa e spesso poco divulgata dai genovesi. Le cose stanno cambiando, certo, ma ci vuole ancora più entusiasmo. Pensiamo solo a quello che ha fatto la Romagna: lì vendono il loro sorriso». Ma non solo. Gli strumenti oggi a disposizione consentono di vendere il territorio e la sua immagine al meglio. Basta sfruttarli: «Il web permette di intercettare i pubblici interessati all’offerta che noi abbiamo – spiega Roberta Milano, esperta di turismo online e docente all’Università Cattolica di Milano – Certo, Genova, ma anche l’Italia, scontano un’arretratezza sulla comunicazione digitale. Ma questo non va visto solo come un dato negativo, ma come uno stimolo per il futuro».

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