«Vogliamo chiarire la nostra posizione nella vicenda Champagnat. Si tratta di un rapporto tra privati ma siamo stati tirati in ballo pubblicamente e a volte anche in modi non del tutto veritieri, quindi informiamo l’opinione pubblica sull’andamento reale dei nostri contatti con i Fratelli Maristi». Lo dichiara il direttore Sviluppo del Gruppo Sogegross Antonio Mantero, a proposito della vicenda della struttura sportiva dello Champagnat che i Fratelli Maristi hanno deciso di chiudere e affidare ad altri.

Secondo la ricostruzione della vicenda effettuata da Mantero, Sogegross l’11 dicembre 2015 aveva inviato una prima mail in cui si dichiarava disponibile a mantenere una parte dell’impianto sportivo e ad assorbire da subito tutti i dipendenti, 21.

Sono seguiti incontri, altre manifestazioni di interesse. I Fratelli Maristi hanno risposto di avere già in atto trattative con altri soggetti e di non avere intenzione di vagliare altre proposte. «Ma – obbietta Mantero – se stai trattando con più soggetti e non hai ancora definito con uno, puoi trattare con altri, se offrono condizioni migliori. Noi chiediamo di essere convocati al tavolo delle trattative con i Fratelli Maristi per definire insieme un accordo economico che faccia chiarezza sul futuro dei lavoratori, nella massima trasparenza tra le parti».

Intanto a Sogress si sono associati nell’offerta la International School e un altro soggetto.

Il gruppo Sogegross dispone già di un punto vendita Basko vicino al centro sportivo dello Champagnat. L’intenzione sarebbe quella di trasferirlo nella struttura dei Fratelli Maristi, guadagnando più spazi e agibilità. «Intendiamo mantenere il nostro organico – sottolinea Mantero – una cinquantina di persone, aggiungere i 21 del centro sportivo con assunzione immediata ed eventualmente assumere anche qualcun altro. Sono in gioco molti posti di lavoro in questa vicenda, e ognuno deve fare la propria parte».

«Bisognerebbe chiedere una variante del Puc – precisa il manager – ed è evidente che il trasferimento di un’attività già esistente sul territorio sarebbe meno invasivo, anche per quanto riguarda trasporti e viabilità, rispetto a una nuova apertura. Via Cavallotti è già una delle strade più trafficate di Genova».

L’offerta di Sogegross prevede 200 mila euro annui per massimo tre anni di eventuale durata del contratto preliminare di acquisto/locazione, cifra da considerare come acconto, se la struttura di vendita non si potesse realizzare i Fratelli Maristi potrebbero trattenere la somma. «Se in tre anni non arriviamo costituire la media struttura – commenta Mantero – perdiamo 600 mila euro».

Il Gruppo Sogegross nasce a Genova nel 1920 a partire da un negozio di bar-drogheria nel quartiere di San Martino gestito da Ercole Gattiglia e dai suoi figli. Nel 1945 Augusto Gattiglia, con i suoi due fratelli, avvia due attività distinte: da una parte il commercio all’ingrosso – che prosegue ancora oggi – e dall’altra la produzione dolciaria.

Al 1970 risale l’apertura del primo Cash&Carry, modello che avrebbe sostituito ben presto i magazzini all’ingrosso. Pochi anni dopo, nel 1973, viene aperto un secondo Cash&Carry Sogegross, a dimostrazione della volontà di puntare con decisione allo sviluppo nel settore della Distribuzione Moderna.

Nel 1983 vengono realizzati i primi mini-test di affiliazione, che porteranno, negli anni successivi, alla costituzione di una solida rete di franchising.

Nel 1986 viene realizzata la prima piattaforma logistica a Serravalle, per sostenere lo sviluppo della rete dei punti vendita. Nel 1987 nasce Super Basko, con il primo punto vendita al dettaglio di proprietà.

Agli anni 90 risale l’espansione della rete Basko anche al di fuori di Genova e della Liguria, con la costruzione del fatturato multicanale del gruppo e il consolidamento delle basi organizzative dell’azienda moderna. Tra il 1990 e il 1999, le nuove aperture e acquisizioni da parte del gruppo sono state complessivamente 40, in Liguria e nelle regioni limitrofe.

Nel 1991 viene lanciato il marchio Doro Supermercati, dedicato alla rete di supermercati in franchising. Nel 1993 nasce l’insegna Ekom Discount, che ha consentito al Gruppo Sogegross di ampliare le opportunità di acquisto dei propri clienti.

All’anno 2000 risale la costituzione di Agorà Network, il quale riunisce insieme importanti realtà distributive italiane (Poli, Tigros, Iperal) che condividono risorse e strategie. Nel 2008, i soci di Agorà Network portano a termine il percorso di centralizzazione degli acquisti e della logistica del settore Grocery in un’unica realtà con sede operativa a Milano e logistica a Brignano d’Adda in provincia di Bergamo.

Il centro direzionale del gruppo, attivo nella regioni del Centro-Nord Italia, si trova a Genova, nella sede di Bolzaneto, inaugurata nel maggio 2003, che dispone di una superficie di 25.000 m2 ed è dotato delle più avanzate tecnologie. Il lancio del sito di spesa on line leader in Liguria www.laspesabasko.it risale allo stesso anno.

Nel 2004 il gruppo Sogegross acquisisce 10 punti vendita Nordiconad, rafforzando così la propria posizione nel canale Cash&Carry.

Sogegross nel corso negli anni, sotto la guida della famiglia Gattiglia, è diventato uno tra i primi dieci gruppi in Italia nel settore della grande distribuzione organizzata. Ha chiuso l’esercizio 2015 con un fatturato di 750 milioni di euro.

Il gruppo oggi impiega oltre 2.500 addetti e dispone di 220 punti vendita, con una presenza capillare in tutte le tipologie di canale distributivo. In particolare: Cash&Carry (insegna Sogegross), supermercati e superstore (insegna Basko), soft discount (insegna Ekom), supermercati e superette in franchising (insegna Doro Supermercati), e-commerce (www.laspesabasko.it).

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.