Battaglia oggi in consiglio regionale tra maggioranza e opposizione che si sono scontrate sul ddl a favore delle vittime di reati “Interventi in favore delle vittime della criminalità”. Il testo prevede l’introduzione del patrocinio legale gratuito, a spese della Regione Liguria con apposito fondo da 20 mila euro, per la difesa dei cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, siano indagati nell’ambito di procedimenti penali per aver commesso un delitto per eccesso colposo di legittima difesa.

Angelo Vaccarezza (FI), relatore di maggioranza, ha puntualizzato: «noi riteniamo che la difesa sia sempre legittima». Ha quindi precisato chela Regione si schiera, anche economicamente, a fianco dei cittadini offesi e partecipa, anche economicamente, alla loro difesa. Il capogruppo di Forza Italia ha chiarito che, attraverso questo provvedimento, la Regione intende far avvertire la presenza e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini i quali hanno compiuto un atto che non era nella loro volontà, nella loro intenzione e e nella loro previsione, ma sono stati costretti a compiere per salvaguardare la propria incolumità e quella della propria famiglia e, talvolta, si vedono trattare in modo ancora peggiore di chi, con i propri comportamenti, li ha costretti ad agire. «La Regione prende, quindi, una posizione» ha ribadito Vaccarezza ricordando che altre amministrazioni regionali italiane si sono già mosse nelle medesima direzione.

Luca Garibaldi (Pd), relatore di minoranza, ha dichiarato che la legge presenta «elementi di criticità molto forti», evidenziando il fatto che si è concentrata su solo su alcuni temi. Secondo il consigliere, che ha annunciato una serie di emendamenti, occorre tutelare tutte le vittime di reato, indipendentemente dalla categoria economica e lavorativa alla quale appartengono, estendendo la tutela ai familiari, e a prescindere dall’età. Pesanti critiche sono state espresse al gratuito patrocinio da parte della Regione a chi è accusato di eccesso colposo in legittima difesa «Chi è vittima lo decide il giudice e non la Regione» ha detto Garibaldi, ricordando che il dibattito, in materia di legittima difesa è nazionale e non può essere affrontato a livello regionale.

Secondo il consigliere del Pd «la Regione si è addentrata in una materia, quella del diritto penale, che non è di sua competenza, non si può patrocinare chi, in sede di processo, potrebbe essere riconosciuto compartecipe di un reato».

Garibaldi ha ribadito la necessità di dare assistenza anche economica alle vittime, riconosciute di reati, ad ampio spettro, senza distinzione, dalle aggressioni, ai furti, alla microcriminalità: «Se si vuole una norma seria, si tolga il gratuito patrocinio» ha ribadito, sottolineando che compito della Regione sarebbe quello di costruire delle politiche integrate in tema di sicurezza.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) nella sua relazione di minoranza ha premesso che «la norma appare contraddittoria e di difficile applicazione» e ha criticato, in particolare, il fatto che «si mettono in questo testo sullo stesso piano coloro che sono indagati per un comportamento che potrebbe essere definito un reato e quelli che sono stati assolti dallo stesso reato mentre sono due figure diverse». Il consigliere ha assicurato che il tema della sicurezza «non appartiene solo a una parte politica» e che può prestarsi a strumentalizzazioni: «temo che un provvedimento del genere rischi di essere strumentalizzato e strumentalizzabile». Secondo Pastorino, per affrontare la questione occorre agire sulla prevenzione, con un’efficace lavoro di intelligence sui fenomeni criminali e con interventi più complessivi. Nello specifico Pastorino ha criticato che la priorità degli interventi sia a favore di alcune categorie lavorative mentre andrebbe privilegiato il criterio di attribuzione degli interventi sulla base delle condizioni economiche dei soggetti beneficiari.

Fabio Tosi (M5S) nella relazione di minoranza ha rilevato che il gratuito patrocinio è già previsto dalla normativa nazionale a favore dei cittadini non abbienti. «L’introduzione di questa norma è strettamente correlata a scelte di politica criminale che rientrano in quelle di esclusiva spettanza dello Stato e, pertanto, travalicano – ha aggiunto – le competenze regionali. Il fatto, inoltre che l’articolo ricalchi pedissequamente la disposizione della legge lombarda numero 17 del giugno 2015, fino a oggi non impugnata, non mette al riparo il disegno di legge da un futuro controllo di incostituzionalità». Il consigliere, inoltre, ha criticato il criterio di preferenza per l’applicazione dei benefici ai soggetti con età superiore ai 65 anni: «tale preferenza potrebbe porsi in contrasto con il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione».

Alessandro Piana (Lega Nord) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo  «in quanto siamo convinti della bontà del provvedimento». Ha quindi sottolineato che sul tema della sicurezza l’interesse  è forte da parte di tutti i gruppi politici.  «E questo è dimostrato dal tenore degli interventi di chi mi ha preceduto» ha aggiunto, sottolineando che dalla minoranza sono stati presentati emendamenti, oggetti di un’attenta valutazione da parte dell’assessore alla sicurezza sociale, Sonia Viale. Piana ha quindi ribadito la necessità di essere vicini alle vittime dei reati oggetto del testo, non solo moralmente, ma anche in maniera tangibile.

Alice Salvatore (M5S) ha definito la proposta di legge «ingiustificabile» perché per quanto riguarda la legittima difesa i cittadini sono già tutelati dalle norme statali, così come sono  già previsti gli strumenti per la tutela legale di chi non ha mezzi per difendersi di fronte alla legge. Salvatore ha, inoltre, definito la legge in discussione  anticostituzionale.

  Raffaella Paita (capogruppo del Pd) ha rilevato il «silenzio assordante del centro destra su una iniziativa che non ha legittimità costituzionale e che viola il principio basilare in cui la maggioranza ha detto di credere, come i valori della solidarietà cristiana, fino al punto di vavere voluto l’esposizione del crocifisso in aula». Il consigliere ha ricordato che ci sono società che hanno liberalizzato l’utilizzo delle armi e ha condannato il concetto di una «giustizia fai da t». Il tema – ha concluso – non va derubricato a propaganda elettorale».

Marco de Ferrari (M5S) ha rilevato che questa legge rischia di essere impugnata dal Governo per incostituzionalità, ricordando che questo è già avvenuto nei confronti di alcune Regioni dove sono state emanati provvedimenti simili. «Dopo il Piano casa e la legge sulla caccia – ha aggiunto – se approviamo questa norma rischiamo di raggiungere il record di leggi impugnate». Il consigliere ha chiesto, invece, un impegno forte della giunta contro le ecomafie e la criminalità organizzata che operano in Liguria.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord) ha ribattuto alla minoranza e ha dichiarato: «Io difendo la mia proprietà se qualcuno entra in casa e chi è stato derubato e, magari, anche percosso merita il nostro rispetto». Il consigliere ha ribadito che con questo disegno di legge la Regione intende aiutare e dare sollievo le persone che vivono in uno stato di disagio psicologico per quanto gli è accaduto: «Lo Stato deve garantire sicurezza la tutela dei cittadini e noi , come Regione, mettiamo a disposizione delle risorse per aiutare queste persone – ha aggiunto – che non sono criminali perché i criminali sono, invece, quelli che entrano nelle case altrui».

Luigi De Vincenzi (Pd ha condannato il “giustizialismo” e ha dichiarato che la legge avrebbe effetti opposti ai fini che si propone: «Con questa legge non avremmo fatto un buon servizio, perché non si risolve il problema della sicurezza dando libertà di sparare. Occorre difendere la proprietà ,ma con gli strumenti che ci consentono di vivere in uno stato civile».

Claudio Muzio (FI)  ha puntualizzato che esiste un enorme problema relativo all’aumento vorticoso della violenza nei casi di furti, purtroppo oggetto di cronaca quotidiana . E spesso  chi cerca di difendersi deve poi affrontare spese legali enormi, per dimostrare le proprie ragioni. «Noi cerchiamo di aiutare queste persone», ha concluso il consigliere.

Sergio Rossetti (Pd) ha spiegato che la questione legittima difesa deve essere affrontata nella sede adeguata che, a suo avviso,  è quella nazionale, all’interno del codice penale.

Per Giovanni Lunardon (Pd) «siamo di fronte ad uno spot propagandistico». Il consigliere, oltre a definire la legge sbagliata,  ha evidenziato che la copertura economica prevista è di soli ventimila euro. «La montagna ha partorito un topolino» ha detto, chiedendo in particolare la cancellazione del comma relativo al patrocinio a spese della Regione in materia di legittima difesa

Anche per Andrea Melis (M5S) «c’è il forte rischio di trovarsi di fronte ad uno spot elettorale», in quanto  la legge è priva di sufficiente dotazione economica.

Francesco Battistini (M5S) ha evidenziato che nella legge  mancano gli strumenti di prevenzione e ha contestato il fatto che si prevede il patrocinio a spese della Regione per chi è accusato  per eccesso colposo in legittima difesa, ma a suo avviso non è chiaro il comportamento della Regione, qualora il soggetto giudicato venga dichiarato colpevole.

Juri Michelucci (Pd) ha dichiarato che «non esistono soluzioni facili e spaventa che questo tema così delicato sia oggetto di propaganda elettorale fomentando nell’opinione pubblica comportamenti illegali. Le competenze su questa materia sono attribuite allo Stato, che già prevede il patrocinio. Questo provvedimento avrebbe «solo l’obbiettivo di recuperare qualche voto facendo leva sulle legittime paure dei cittadini».

Giovanni Barbagallo (Pd) ha ricordato le stragi compiute nelle scuole negli Usa da cittadini armati: «Non dobbiamo creare una situazione tipo Far West e trasformare i cittadini in cowboy» e ha ribadito il valore della vita umana

La vicepresidente e assessore alla Sicurezza Sonia Viale ha ricordato che «i dati ufficiali dell’Osservatorio regionale della Sicurezza evidenziano una crescita tendenziale di furti e rapine. Dalle cronache quotidiane emerge che i soggetti più fragili come gli anziani sono le vittime più frequenti di reato all’interno del proprio domicilio, subendo pesanti danni psicologici e materiali, colpiti negli affetti e nei risparmi di una vita. Dispiace – mm ha coomnetato Viale – che la minoranza in consiglio, oggi, attraverso il proprio ostruzionismo, seppur legittimo, in aula abbia di fatto ritardato l’iter di approvazione di un provvedimento che costituisce un valido strumento di welfare della sicurezza, che in Regione Lombardia è stato invece approvato all’unanimità”.

Secondo il nono Rapporto sulla Sicurezza urbana in Liguria, elaborato dall’Osservatorio regionale in collaborazione con l’Università di Genova, tra il 2013 e il 2014 i furti in abitazione hanno registrato un trend di aumento e, dai dati riferiti ai comuni capoluogo, risulta che a Savona città sono cresciuti dell’80%.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.