La Liguria è la seconda regione in Italia per minor consumo di farmaci in regime di assistenza convenzionata: 941,7 dosi definite giornaliere (ddd) per mille abitanti al giorno, solo la Provincia autonoma di Bolzano fa meglio con 908,4, la peggiore è il Lazio con 1.248,9.

La spesa convenzionata nel 2015 ha fatto registrare a livello nazionale una riduzione dell’1,1%, essenzialmente determinata da una riduzione dei prezzi dell’1,8%, in prevalenza collegato alle scadenze brevettuali (per la Liguria -2%) e da un lieve spostamento dei consumi verso prodotti a minor prezzo (effetto mix -1% a livello nazionale, più lieve in Liguria con -0,4%). L’effetto prezzi e l’effetto mix sono stati in parte controbilanciati da un incremento dei consumi che è stato, a livello nazionale, pari al +1,7%, mentre in Liguria sono cresciuti meno: +0,3%, una delle Regioni più virtuose da questo punto di vista.

La spesa convenzionata netta regionale dei farmaci a brevetto scaduto di classe A-Ssn in Liguria è aumentata dal 42,3 euro procapite a 50,5, una percentuale sul totale della spesa netta che è passata dal 37,7% al 54,8%, in linea col dato nazionale.

rapporto Osmed 2015
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La spesa erogata dalle Regioni in regime di assistenza convenzionata incide per il 38% della spesa totale a livello nazionale; rispetto a questa percentuale l’Italia appare divisa in due: quasi tutte le Regioni del Nord con incidenze inferiori alla media nazionale (in Liguria è il 33%), tranne la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, e le Regioni del Centro e del Sud con valori superiori, tranne le Marche che sono in linea con la media nazionale. Nel 2015 in Liguria sono state scritte 15.868.000 ricette, distribuite 29.085.000 confezioni, per una spesa lorda di 281 milioni. La spesa netta (data dallo sconto di 21 milioni e dai ticket del valore di 43 milioni) è di 217 milioni. Rispetto all’anno precedente una diminuzione dell’1,7%.

Relativamente alla spesa privata sostenuta direttamente dal cittadino, emerge la situazione opposta, per cui le Regioni del Nord mostrano un’incidenza della spesa maggiore rispetto alla media nazionale e le Regioni del Sud incidenze minori. La spesa sostenuta per l’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche incide per il 39% della spesa totale a livello nazionale, con il valore massimo del 45% nella Regione Toscana e il valore minimo del 33% nella Valle d’Aosta. La Liguria è a quota 38%, pari a 321 milioni di euro. Tali differenze sono spiegabili anche dal differente impiego delle distribuzioni alternative dei medicinali, quali la distribuzione diretta e per conto.

La Liguria è virtuosa nel consumo di uno dei farmaci che, a detta degli addetti ai lavori, dovrebbero essere presi solo quando è strettamente necessario: gli antibiotici con 16 ddd ogni mille abitanti al giorno (-0,9% rispetto all’anno precedente), solo la provincia di Bolzano fa meglio. Stessa classifica anche per il consumo di farmaci per l’ipertensione e lo scompenso: “solo” 323,9 ddd per mille abitanti al giorno per la Liguria (-2,1% rispetto al 2014), contro i 452,1 dell’Umbria.

 

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