Un team di ambasciatori tra gli imprenditori che vivono e lavorano in Liguria per fare marketing territoriale e diffondere il messaggio che in Liguria si può fare impresa con ottimi risultati grazie anche al plus dell’alta tecnologia, della formazione qualificata, della qualità della vita che solo un posto vicino al mare e di attrattività turistica può dare.

L’idea è stata lanciata dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria Edoardo Rixi e supportata dall’amministratore unico di Liguria Digitale Marco Bucci al convegno “#Liguria2021: la crescita del sistema delle imprese in Liguria nel contesto delle sfide dettate dalla digital transformation” organizzato a Genova dalla locale Confindustria insieme con Regione Liguria, Liguria Digitale e Camera di Commercio di Genova.

«Chiediamo a chi è innamorato di questa regione, di spendersi in Italia e all’estero per darci una mano», è l’appello di Rixi.

«Vogliamo utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge per quanto ci compete per rendere la Liguria appetibile dal punto di vista dell’insediamento delle aziende – aggiunge l’assessore – abbiamo cominciato con l’abolizione dell’Irap per cinque anni per le nuove imprese e presto ci muoveremo sul fronte del costo del lavoro, sappiamo che l’high tech è un settore strategico e soprattutto trasversale perché dal 2001 l’aumento degli occupati in questo ambito è stato del 41% e il fatturato delle aziende è cresciuto dell’81%, abbiamo valori anomali e molto più alti di crescita rispetto al resto d’Italia, dobbiamo sfruttarli». Costo del lavoro che, tra le altre cose, è molto più basso a Genova rispetto a Milano per esempio: «Un ingegnere costa il 20% in meno», dice Rixi.

L’assessore prende a esempio l’ambiente portuale, fortemente internazionalizzato e che presto potrà usufruire del raddoppio del canale di Suez come ulteriore sviluppo, («è il principale porto italiano e sembra che lo sappiano solo i genovesi e l’area del Mediterraneo è tutt’altro che satura»), ma non solo: «Presto avremo i primi risultati per quanto riguarda il parco scientifico tecnologico degli Erzelli: con l’Università di Genova e l’Iit si arricchirà di quello che consentirà il cambio di marcia di quell’area su cui sia la Regione sia il Comune credono».

Il tema delle infrastrutture resta al centro dell’attenzione: «Dobbiamo lavorare per avere una filiera logistica competitiva rispetto a quella tedesca. Il potenziamento della linea Genova-Milano è fondamentale da questo punto di vista, nel 2018 ci sarà la possibilità di farlo sull’infrastruttura attuale».

L’assessore lancia anche la sfida sul turismo: «Un settore “tradizionale” che potrebbe essere invece quello in cui la Liguria potrebbe fare scuola per quanto riguarda l’innovazione sulla gestione dei flussi, dei processi».

Digitalizzazione come spunto di crescita globale e apertura nei confronti delle imprese da parte dell’ente pubblico per avere indicazioni sulla direzione per lo sviluppo, oltre che sintonizzare la formazione sulle richieste delle imprese, temi che fanno parte della “vision” del nuovo corso di Liguria Digitale: «Vogliamo capire quali sono gli strumenti per amplificare il percorso di crescita nel settore high-tech dove operano tante qualificate imprese liguri – spiega Bucci – ma soprattutto far passare un messaggio: se nei week end la Liguria è presa d’assalto dagli abitanti delle regioni limitrofe è perché ci si sta bene, dobbiamo fare in modo che restino anche il resto della settimana. Tutte le grandi aree di sviluppo sono non a caso vicino al mare, i dipendenti vanno al lavoro in bermuda perché climaticamente sono bei posti, mica per fare gli alternativi».

Il connubio impresa-territorio-qualità della vita è la base, secondo Liguria Digitale per creare quella crescita sostenibile verso cui sta tendendo gran parte del mondo. «Usare la digital transformation che ci aiuta in questo senso – sottolinea Bucci – nei prossimi 4 anni ci sono in campo oltre 80 milioni per l’innovazione, occorre rinnovare le filiere produttive, investire in accordi di programma sfidanti. Un dato di fatto è che tutte le imprese che hanno scelto la trasformazione digitale, hanno avuto una crescita più rapida».

L’attrazione di venture capital anche dall’estero, l’acquisizione di realtà liguri da parte di big player internazionali, le strategie di inclusione di nuove realtà per rafforzare le filiere produttive anche attraverso le pmi, insieme al ruolo dell’ente pubblico di stimolare la crescita digitale, sono la ricetta su cui punta Liguria Digitale nell’immediato futuro: «Vogliamo costruire ponti, no muri. Da questo meeting si avvii la costruzione del sistema Liguria, che può essere vincente perché storicamente operoso – evidenzia Bucci – uccidendo il man-in-man, il signor no che è dentro la natura del ligure».

«Non possiamo rinunciare a fare questa regione la più ricca d’Europa», dice Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.

Giuseppe Zampini, che oltre a essere presidente di Confindustria Genova è presidente di Ansaldo Energia, concorda, ma è più pragmatico: «Quando acquisimmo Alstom ci fu l’espresso invito a trasferire la nostra sede in Svizzera, sul piatto c’erano meno tasse, agevolazioni a costruire, c’è bisogno di dati precisi da dire a un cinese o a un americano per convincerli a venire in Liguria. L’elemento della formazione può essere un plus, vista la presenza dell’Università e di ambiti di ricerca di qualità come l’IIT, anche se per esempio proprio in Svizzera le risorse dedicate a strutture simili sono il quadruplo».

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