Allungare la catena del valore, continuare a lavorare per il cliente anche una trentina d’anni dopo la consegna del prodotto, elevando la qualità e l’omogeneità del servizio e i margini per il gruppo. È la missione di Delfi, società del gruppo Fincantieri con sede a Follo, 12 km a Nord della Spezia.

La società, operativa dal 2008, era in origine partecipata al 50% da Fincantieri e al 50% da Isselnord, nata nel 1998 e specializzata nella fornitura di un’ampia gamma di servizi tecnici per il product support. Delfi e Isselnord si dividevano circa 3.000 metri quadri a Follo e collaboravano strettamente.

Delfi si occupava, come oggi, di supporto logistico integrato al settore navale, per assicurare la gestione più efficace della nave nel corso del suo ciclo di vita, utilizzando le risorse di Isselnord per la parte documentale. Roberto Vangeli, uno dei tre soci di minoranza di Isselnord, era direttore generale di Delfi.

Da qualche anno Fincantieri ha acquisito il 100% di Delfi, di cui oggi è a.d. un dirigente del gruppo, Enrico Belli. «Ma la collaborazione con Isselnord continua – precisa Paolo Frino, direttore della business unit “After sales” di Fincantieri – si è trattato di una razionalizzazione».

E continua immutata la missione di Delfi.

«Delfi – spiega Frino – è una società di servizio, di ingegneria, che opera nell’ambito dell’integrated logistic support. La sua attività si sviluppa a partire dalla progettazione e costruzione dell’unità navale e si articola in tre anime fondamentali: la prima è la redazione della documentazione tecnica, di tutti i manuali di conduzione, la seconda si occupa del training degli equipaggi e dei manutentori di bordo e di terra, in partnership con i fornitori, la terza è quella dei pezzi di ricambio».

«Delfi – aggiunge Frino – si occupa della logistica di questi pezzi, della loro programmazione. Accompagna la marina cliente in tutti i suoi bisogni fino alla consegna e poi si inserisce in una logica di “in- service support”. Il resto lo fanno la produzione e gli addetti del front office che si interfacciano con il cliente per andare poi a esercire la nave con tutta una serie di scadenze di natura manutentiva. L’insieme di tutto questo fa un’attività che dura una trentina d’anni dopo la costruzione. Non si tratta più solo solo della costruzione, che era l’anima di Fincantieri, l’intuizione del nostro a.d. è stata quella di allungare la catena del valore: facendo base su tutte le competenze legate alla progettazione e alla costruzione si estende il servizio al ciclo di vita della nave».

Anche la gestione delle scorte rientra nei compiti di Delfi. Consegnata al cliente, la nave non può imbarcare tutti i pezzi di ricambio e il personale specializzato che le occorreranno negli anni della sua missione. Prima li richiedeva, oltre che in base alle scadenze, di volta in volta secondo necessità. Ora il cliente di Fincantieri decide il profilo dell’impiego operativo, in base a esso Delfi definisce le procedure. Nel suo magazzino, che è presso il cantiere del Muggiano, arrivano i pezzi di ricambio da tutto il mondo. Non vengono stoccati, si fermano solo per la confezione e l’identificazione, e vanno al cliente.

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