Anche il Comune di Genova sta applicando il cosiddetto “smart working” di cui si è parlato alla Genova Smart Week.

«Cerchiamo di interpretare il ruolo di datore di lavoro più moderno, cercando di sfatare la nomea della pubblica amministrazione – spiega l’assessore al Personale Isabella Lanzone – sperimentando ipotesi di telelavoro e smart working. Considerando l’età media piuttosto alta dei nostri cinquemila dipendenti, con esigenze di conciliazione tra vita privata e lavoro, abbiamo attivato situazioni che consentono di basare il lavoro meno sulla presenza fisica ma più su progetti, obiettivi ed effettivi risultati. Quando si dice di ripensare il rapporto con l’utenza, non si può prescindere dal ripensare anche il rapporto fra datore di lavoro e dipendenti».

La sperimentazione entrata da poco in atto è legata al lavoro dei messi comunali: «Prima l’approccio era molto burocratico – racconta Lanzone – i luoghi di lavoro non erano stabiliti sulla residenza delle persone, che erano obbligate a presentarsi tutti i giorni a raccogliere il materiale. Ora abbiamo privilegiato più comodità e limitato gli accessi a due alla settimana, ma rispetto alla media di 10 atti consegnati, siamo passati a 12, in un orario flessibile, scelto dallo stesso dipendente».

«Abbiamo presentato come governo un disegno di legge sul lavoro agile – annuncia Maurizio Del Conte, consigliere giuridico della presidenza del Consiglio – è la prima volta in questo Paese che viene regolata questa modalità, ciò consentirà un passo in avanti verso nuovi modelli organizzativi che prescindono dal luogo di lavoro e dall’orario. Il ddl è all’esame del Senato, contiamo entro l’anno di avere l’approvazione definitiva».

«Lo smart working deve unire l’adozione di strumenti di lavoro che lo favoriscano con il cambiamento nella cultura aziendale – aggiunge Claudia Bonatti, direttore della divisione Office di Microsoft Italia, un’azienda che lo smart working lo applica al proprio interno da 10 anni – per esempio il nostro pacchetto Office contiene strumenti per organizzare riunioni online, con persone che in sedi diverse possono parlare, condividere materiale e cambiarlo in tempo reale».

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