La firma risale allo scorso 20 aprile, ma la presentazione ufficiale del protocollo culturale d’intenti fra la città di Sanremo e quella di San Pietroburgo è stata ufficializzata in Italia questa mattina. Al palazzo comunale della città dei fiori è giunto anche il console generale di Russia a Genova Marat Pavlov, in rappresentanza non solo del sindaco della metropoli baltica, ma in veste diplomatica per sottolineare i rapporti storici e una «armonia secolare» fra la Russia, l’Italia e la Riviera ligure. Dal lato sanremese ha fatto gli onori di casa il sindaco Alberto Biancheri, insieme al vicesindaco Leandro Faraldi, l’assessore Daniela Cassini e al presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica Maurizio Caridi. Ospiti, questi ultimi, della città di San Pietroburgo al momento della firma dell’importante documento.

«Il protocollo – recita l’amministrazione sanremese – ha la durata di tre anni e vuole promuovere lo sviluppo dell’arte e della cooperazione culturale internazionale nel campo della musica, della danza e delle belle arti, nonché lo scambio museale. Nell’incontro con la delegazione russa avvenuto durante la recente visita a San Pietroburgo è stato anche espresso l’intento di consolidare e sviluppare in modo più ampio i rapporti turistici ed economici». Tra questi anche il comparto floricolo, per il quale ha speso parole di interesse lo stesso console Pavlov. Nel merito, il protocollo d’intenti consente di organizzare da subito eventi culturali congiunti tra San Pietroburgo e Sanremo. Già nei prossimi giorni saranno presenti a Sanremo il maestro Alexandre Kantarov e la prestigiosa Orchestra Klassica di San Pietroburgo. Un legame, quello tra Sanremo e la Russia, avviato all’epoca degli zar e proseguito durante gli anni della guerra fredda, quando oltre cortina veniva eccezionalmente diffuso in tv il Festival della Canzone Italiana.

A evidenziare il forte legame tra Sanremo e San Pietroburgo è stato anche padre Sergio Mainoldi, decano in Italia del Patriarcato di Costantinopoli e responsabile della chiesa russa di Sanremo. Con lui Viacheslav Kupriyanov, imprenditore moscovita del settore olio e gas, membro della comunità dei proprietari immobiliari russi di Sanremo e principale finanziatore degli attuali lavori di restauro dell’edificio religioso. «Questa fase di lavori terminerà entro il primo agosto – ha spiegato padre Mainoldi – ed è stata eseguita sotto la supervisione della Soprintendenza e ricostruendo i vecchi progetti reperiti proprio nella città di San Pietroburgo. La chiesa russa di Sanremo, a oltre un secolo dalla sua fondazione, è ancora più frequentata di un tempo, sia dai turisti nella stagione estiva che da una comunità russofona proveniente anche dalle zone circostanti». La chiesa – non soggetta al patriarcato di Mosca – si finanzia con le risorse dell’Arcivescovado di Parigi e con donazioni private. Ma il sindaco Biancheri vuole fare la sua parte: «Abbiamo proposto un progetto di illuminazione notturna, a spese del Comune, per dare in futuro maggiore risalto a questa splendida chiesa, tra i simboli della nostra città».

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